Sequestro Pinna, procuratore chiede l'assoluzione per Natalino Barranca

di Grazia Sini
Il Tribunale di Sassari (foto: SassariNotizie)
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SASSARI. Innocente. Il procuratore generale Claudio Lo Curto ha chiesto l'assoluzione di Natalino Barranca nel processo d'appello per il sequestro Titti Pinna. La richiesta dell'accusa è arrivata ieri mattina, nell'aula del tribunale di Sassari e ha lasciato di stucco tutti, per primo l'avvocato della difesa, Pasqualino Federici. Per Salvatore Atzas, invece, chiesta la conferma della pena inflitta in primo grado a trent'anni di reclusione.

Il pastore in primo grado era stato condannato a 17 anni. Lo Curto per spiegare la sua posizione inizia dalla fine, dal momento della liberazione di Titti Pinna. Natalino Barranca avrebbe appreso dalla televisione della fuga dell'ostaggio e dalle immagini avrebbe riconosciuto il luogo del sequestro, le campagne di Su Padru. Secondo il procuratore generale l'uomo avrebbe avuto nella vicenda lo stesso ruolo del figlio di Atzas. «E allora perché – si chiede il magistrato – uno viene considerato innocente mentre l'altro viene condannato a 17 anni?» E ancora: «Natalino Barranca stava nell'ovile di Su Padru soltanto un'ora al mattino e una alla sera. Se fosse stato lui il guardiano della tana vorrebbe dire che durante la giornata non era necessaria una custodia?». Le parole del procuratore risuonano nel silenzio dell'aula:«Barranca deve essere assolto per non avere commesso il fatto».

Nessuna speranza, invece, per l'altro imputato, già condannato in primo grado a trent'anni. Secondo il procuratore generale, infatti, la responsabilità di Atzas sarebbe stata provata in toto: l'uomo sarebbe coinvolto nel sequestro anche sotto il profilo gestionale. Spetterà ora ai giudici (presidente del collegio Mariano Brianda, a latere Massimo Zaniboni e Silvio Lampus) decidere di accogliere o meno le richieste del pg.


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