Fronte indipendentista solidale alla giornalista sarda vittima di insulti e minacce

Il Fronte Indipendentista Unidu esprime piena solidarietà alla giornalista
      Francesca Mulas, ennesima vittima di minacce fasciste e insulti
      maschilisti. La sua "colpa" è aver scritto un articolo di cronaca
      (“Neofascisti sardi schierati con la Lega”) all'indomani del
      sit-in leghista a Cagliari nell'ambito del tour promozionale nel
      Sud Italia. Articolo che mette in guardia sulla possibilità di una
      radicalizzazione di movimenti fascisti in Sardigna, di chiara
      matrice fascista ed italiana. La Lega si è presentata a Cagliari,
      in Sardigna, con la mira di attrarre a sè quelle parti della
      nostra società che si trovano sempre più allo sbando, e cercano in
      un qualche modo di convogliare la loro rabbia, la condizione
      sociale da cui da sempre pescano la reazione e i razzismi in
      genere. La Sardegna non è Italia, per cui respingiamo al mittente
      le strumentalizzazioni che, nel fascismo o antifascismo, cercano
      di ricondurre la lotta di liberazione nazionale sarda sulla via
      italica e, ancora peggio, sulla via dell'odio razziale, del
      riverniciamento leghista, sulle felpe becere, sull'odio razziale,
      sull'islamofobia dilagante, sul maschilismo e sull'odio al
      laicismo. La reazione italiana e i rigurgiti sciovinisti italiani,
      il maschilismo, l'ignoranza, si propagano a vista d'occhio,
      aizzando così nuove faide sociali. Noi indipendentisti non
      permetteremo che le condizioni di impoverimento alle quali è
      sottoposta la nostra Nazione vengano viscidamente utilizzate e
      cavalcate per distogliere l'attenzione di un Popolo dalle
      dinamiche coloniali che ogni giorno rendono il Popolo stesso più
      vulnerabile e attaccabile dai vecchi e nuovi fascisti. Non
      intendiamo affermare che sia solo folclorismo, non sottovalutiamo
      e per questo denunciamo queste derive sociali come pienamente
      organiche al mantenimento del nostro popolo in condizioni di
      sottosviluppo. In Sardigna peroò questa contraddizione e questa
      situazione di disperazione sociale hanno un nome preciso: Stato
      italiano e il suo nuovo assetto renziano di cui Lega e Salvini
      sono perfettamente organici in ottica di interessi nazionali
      italiani; d'altronde il fascismo italiano si caratterizza per il
      suo corporativismo e lo spauracchio leghista è funzionale ad
      attrarre quanto più consenso verso le "nuove" politiche
      neocentraliste, economicamente quanto istituzionalmente. Il nostro
      Popolo, i nostri territori, la nostra Nazione, si trovano in
      queste condizioni per l' opera sistematica di rapina e
      disarticolazione sociale messa in atto dalla colonizzazione
      italiana. La presenza della Lega, quindi, è da segnalare a piu
      livelli: come partito razzista e fascistoide, e diversamente non
      potrebbe essere, ma anche come l' ennesimo partito/movimento
      italiano che sbarca in Sardigna per raccogliere il malcontento e
      organizzarlo in nome dello stesso carceriere che ci tiene in
      manette: lo Stato italiano.
      Tali personaggi sappiano che in Saldigna non c'è spazio per questo
      tipo di "politica" e ricordiamo, per il loro bene e quello di
      tutti, che una volta innestate,certe dinamiche di odio e violenza,
      sono difficili da fermare.

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