LEGADUE

Dinamo nuova paladina delle deboli
Al PalaSerradimigni ride anche Pavia

di Daniele Giola
L'esultanza del Pavia (foto: Legadue/Ciamillo-Castoria/Turrini)
L'esultanza del Pavia (foto: Legadue/Ciamillo-Castoria/Turrini)
SASSARI. Ormai è ufficiale, la Dinamo è diventata la paladina delle deboli. Due gare con le ultime in classifica della regular season, altrettante sconfitte. Peccato che oltre a rilanciare le speranze di squadre pericolanti, la Dinamo doveva prima difendere il primato solitario, poi il secondo posto. Ora non resta che salvare almeno la dignità.

Al PalaSerradimigni contro Pavia i biancoblù incappano nell'ennesima giornata storta. Perdono 88-84 e allungano la serie negativa a cinque sconfitte, di fila. Il secondo posto sfugge via: Veroli, Casale e Reggio Emilia hanno tutte vinto e raggiunto la Dinamo a quota 36. Per conservare la migliore posizione nella griglia dei play off, i biancoblù dovranno ora vincere con Vigevano e sperare che Reggio batta Veroli nello scontro diretto.

Che dire? Peggio di così... E pensare che il discusso Kemp ha fatto l'extraterrestre con 48 punti. Tutto inutile perché la Dinamo di questo periodo è una squadra che va a sprazzi, forza troppo dalla lunga distanza e ancora una volta si dimostra fragile sotto canestro. A Pavia viene gentilmente concessa la seconda vittoria in trasferta. Con Latina, a onor del vero, si era fatto anche meglio regalandogli l'unico successo lontano dalle mura amiche.

La gara. In avvio Hubalek cerca di arginare il talentuoso Boykin, che dopo averne messo quattro di fila produce ben poco. Rowe prova a guidare con costanza ogni attacco ma sbaglia troppo. Alla prima sirena, comunque, la Dinamo è avanti 22-20.

Spinta dalle triple di Ammanato, Chiumenti e Parente, Pavia schizza in avanti. La reazione della Dinamo tarda ad arrivare. Il vantaggio degli ospiti si allunga fino al 43-32. In un PalaSerradimigni sempre meno caloroso si tornano a vivere i fantasmi del recente passato. All’intervallo lungo i lombardi conservano dieci lunghezze: 45-35.

Nel terzo quarto Kemp e Conti portano il distacco a sole quattro lunghezze. Sul canestro di Rowe, finalmente, il PalaSerradimigni esplode in un boato liberatorio. La Dinamo è ancora sotto, ma sul 58-55 di fine terzo quarto tutto è possibile.

Nell'ultimo quarto Kemp prosegue nel suo solitario assolo e pareggia i conti (60-60), poi regala un vantaggio atteso oltre 20 minuti (63-62). La Dinamo non riesce però a tenere in pugno la situazione. Forte segna e Pavia si porta nuovamente avanti. Prima di un'altra fuga: 73-66. Escono per falli Vanuzzo e Hubalek, i biancoblù si riportano sotto sino al –5 (78-83). Nel finale si gioca sui possessi pavesi e sul fallo sistematico sassarese. Kemp non basta, i secondi scorrono e alla fine Pavia festaggia. Loro sì, la Dinamo invece, manco a dirlo, si mangia le mani.





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