Il CNR di Sassari colloca la Sardegna al vertice mondiale dell'innovazione in agricoltura

Ancora una volta, nasce dalla ricerca del CNR di Sassari, una sperimentazione applicata per percorrere una terza via possibile e remunerativa per gli agricoltori europei. Mentre i più si cimentano in una lotta tra sistemi arcaici a basso reddito contro gli utilizzatori di pesticidi chimici che invece ottengono rese elevate.

Il sistema oggetto della sperimentazione, finanziato con i fondi del PSR 2007/2013 asse uno misura 124, prevede l’utilizzazione delle “precessioni” per ottenere ottimi raccolti in modo naturale, biologico e senza l’utilizzo di pesticidi chimici. Con questo grano sardo si possono produrre semole perfette per la pastificazione, oltre che per la panificazione, superando uno sbagliato pregiudizio sulla possibilità di lavorare in autosufficienza rispetto ai grani duri importati e prevalentemente OGM. Questi risultati possono aiutare le imprese agricole sarde ad incrementare il proprio reddito e possono legare le nostre eccellenze gastronomiche alla materia prima locale.

Alla conferenza stampa saranno presentati i risultati del progetto BIOFREGOLA da Gianni Re e Leonardo Sulas del Centro Nazionale delle Ricerche, Cristiano Sainas titolare deldel pastificio artigianale I CAGLIARITANI da Salvatore Turra titolare dell’azienda agricola partner dell’ATI e da Gianluigi Deaddis che ha eseguito personalmente le lavorazioni in campo agricolo. Verranno presentate le metodiche di coltivazione della specialità di grano sardo autoctono KARALIS, che pur in assenza di “aiutini” della chimica ha prodotto ottimi risultati in termini di resa ad ettaro. Infine, verrà dimostrata l’ottima resa tecnica delle semole per la produzione di paste alimentari.


© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo