coscienza storica/2

Intervista al nonno sulla Liberazione,
i racconti più belli dei ragazzi

Il concorso del Comune "Grazie Nonno", per ricordare
La targa nel cortile di Palazzo Ducale (foto: SassariNotizie.com)
La targa nel cortile di Palazzo Ducale (foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. Tra loro c'è chi non sa cos'è la festa di Liberazione dal fascismo, ma c'è anche chi ci scrive un racconto: un lavoro di memoria storica fatto in casa, partendo dai propri nonni. Sono tanti i ragazzi sassaresi che hanno partecipato al concorso comunale Grazie Nonno, hanno ascoltato la testimonianza diretta dei propri nonni, di chi ha vissuto il fascismo, la seconda guerra mondiale e la Liberazione. Qualche giorno fa, proprio il 25 aprile, alcuni di loro hanno anche partecipato alla cerimonia ufficiale in ricordo della Liberazione nel Palazzo Ducale.

I racconti. Un filo diretto tra due generazioni distanti settanta e anche ottanta anni. In alcuni casi, come in quello del racconto di Giulia Rita Olivieri le generazioni sono tre: lei che ha undici anni e frequenta la prima media di Sassari ha intervistato la sua bisnonna, Pietrina Lumbau che invece di anni ne ha novanta. Scrive Giulia: «Ho chiesto a mia bisnonna (...) cosa sapeva sulla liberazione dell’Italia e lei mi ha risposto: “In quell’anno c’era Mussolini ed era un uomo cattivo, non c’era da mangiare e rubavano le cose per poi venderle. C’era la fame, uccidevano un sacco di persone e poi se li portavano in spalla. Andavano nelle case e rubavano tutte le cose belle e la roba da mangiare. Quando hanno liberato l’Italia, nel 1945 arrivò la speranza di un futuro migliore e tutti erano felici”. Queste sono state le parole che mia bisnonna mi ha detto e io le ho riportate esattamente come le ho sentite». Ci sono pagine si storia anche non strettamente personali tra i racconti di Grazie nonno come quello di Grabriele Salvo, quattordici anni, che ha intervistato suo nonno, 88 anni, sull'affondamento dell'incrociatore Trieste tra Palau e La Maddalena: «Finita l’incursione il primo pensiero fu per il Trieste. Senza nemmeno cercare compagnia mio nonno corse verso la nave, che era sicuro fosse stata annientata senza avere avuto la possibilita’ di difendersi, visto che nessun preallarme era scattato. Arrivato in vista del faro della rada di Mezzoschifo il primo terribile segnale che la nave era stata colpita fu una larga scia di nafta, come un’autostrada di argento liquido che separava il mare di Palau da quello della Maddalena». E ci sono ancora i racconti delle sofferenza, della fame, dei bombardamenti e della prigionia. Come quello di Marzia Piga che ha intervistato la nonna, Crescenzia Truddaiu: «Tuo nonno - dice - fu fatto prigioniero e portato in diversi campi di prigionia fino a finire in un campo di concentramento in Olanda dove dovette subire umiliazioni di ogni genere che lo segnarono pesantemente per sempre».

L'esposizione. I racconti più belli sono esposti per un mese, fino al 25 maggio nel cortile interno di Palazzo Ducale, il concorso continuerà sino al 30 marzo 2011 (per informazioni contattare il numero 079217600). Il 25 aprile ai ragazzi che hanno partecipato è stato offerto un omaggio simbolico dal sindaco: il libro “L'eredità ideale della lotta di liberazione. Dal passato e avvenire della Resistenza (passi scelti) “di Piero Calamandrei ed edito da La scuola di Pitagora (2009).

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  • La targa nel cortile di Palazzo Ducale (foto: SassariNotizie.com)