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Epolis, la società è fallita
lo ha deciso il tribunale di Cagliari

Il Sardegna (foto: SassariNotizie.com)
Il Sardegna (foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. La società Epolis è fallita: questa mattina è stata affissa la sentenza del tribunale fallimentare di Cagliari che si è pronunciato sulla vicenda. Il giudice delegato Maria Teresa Spanu ha nominato come curatori Giancarlo Dessì, Efisio Mereu e Sergio Vacca. Il 30 maggio è la data fissata per l'udienza sull'esame dello stato passivo.

Il tribunale doveva decidere sull'istanza di fallimento presentata da un creditore nei confronti dell'azienda che ha editato il quotidiano semigratuito diffuso in tutta Italia fino al 27 luglio scorso, giorno in cui sono state sospese le pubblicazioni.

La proposta. L'editore Rigotti qualche giorno fa aveva proposto un concordato in 70 rate con i creditori privilegiati. Di fatto con questa soluzione si sarebbe diviso il debito in sei anni con la riserva di depositare la documentazione entro 60 giorni. Il rappresentante del Comitato di redazione, Marco Mostallino, ha sottolineato che «in questi giorni PubliEpolis ha continuato la pubblicazione del giornale a Bari: riteniamo che a questo punto - ha aggiunto - servano indagini più approfondite in merito alla vicenda».

Secondo i giornalisti di Epolis presenti all'udienza questa decisione permetterà di recuperare le somme che l'aziendas doveva ai propri dipendenti (gli stipendi arretrati di tre mesi). Inoltre, un gruppo di giornalisti si è rivolto a un legale per chiedere il sequestro delle testate di Epolis, che restano l'unico patrimonio della società. Il tribunale dovrebbe decidere in merito nei prossimi giorni.

I debiti e i numeri. L'azienda ha una voragine di debiti per 108 milioni di euro, i giornalisti impiegati (senza contare i collaboratori) erano 118 per 19 edizioni locali. Finisce così l'avventura di un gruppo nato a ottobre del 2004, fondato dall'imprenditore Nichi Grauso e che ha fatto del telelavoro una strategia. Nel 2007 Grauso abbandona e il timone del grupo passa di mano ad Alberto Rigotti, per qualche mese nella società entra anche il senatore Marcello DellUtri. Fino alle ferie forzate lo scorso luglio e l'riapertura mai avvenuta.

Il segretario Fnsi. «L'Fnsi non starà a guardare- ha detto il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, comunicando al 26esimo congresso della stampa italiana la sentenza di fallimento emessa dal tribunale di Cagliari sulla società editrice della testata free-press.
«Chi ha rubato i sogni e ingannato tanti colleghi - ha aggiunto - sarà chiamato alle sue responsabilità, anche nelle sedi giudiziarie».

L'Assostampa. «Cala così il sipario - si legge in una nota dell'Assostampa - su un'esperienza editoriale che ha fatto molto discutere e ha creato, nella sua gestione, molti problemi al sindacato dei giornalisti. Lascia in eredità 118 giornalisti senza lavoro e ora in cassa integrazione e debiti per milioni di euro con gli istituti di previdenza dei giornalisti. Il fallimento è stato dichiarato su richiesta di alcuni familiari dell'editore Nicola Grauso, fondatore del giornale che poi ha ceduto quando era gia' carico di debiti. L'Associazione della stampa sarda, nel manifestare piena solidarieta' ai colleghi rimasti senza lavoro, assicura loro tutta l'assistenza necessaria per rivendicare i diritti collettivi e individuali. Nella totale fiducia nell'operato della magistratura, resta l'amarezza per la chiusura di un'iniziativa editoriale che aveva comunque contribuito ad arricchire il pluralismo dell'informazione in molte regioni italiane. La vicenda E Polis non può non essere occasione di riflessione sulla nascita di imprese editoriali prive di qualunque garanzia sul pagamento degli stipendi ai dipendenti e dei contributi previdenziali. Il sindacato farà la sua parte per evitare che ciò possa ripetersi in futuro».



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