ALLUVIONE GALLURA

Ripristino e demolizione ponte a Olbia
Grlg: "Intervenga la Corte dei Conti per danno erariale"

 (foto: OlbiaNotizie.it)
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OLBIA. Il gruppo di intervento giuridico interviene sulla questione dell'alluvione che ha colpito la Gallura e Olbia, in particolare con l'annuncio di una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale in merito al ripristino del ponte in via Vittorio Veneto all'indomani dell'alluvione del 2013 e il relativo abbattimento in questi giorni per consentire all'acqua di defluire correttamente. Riportiamo il comunicato firmato da Stefano Deliperi per conto del Gruppo di intervento giuridico.  Con il Ciclone Cleopatra dell’autunno 2013 era giunta l’ennesima calamità innaturale e a Olbia era stata notificata dalla Natura la tragica conseguenza dell’abusivismo edilizio sebbene condonato (ben 16 piani di risanamento urbanistico!) e di assurde scelte pianificatorie.  


Vittime e danni. Puntualmente, due anni dopo, l’acqua ha ripreso i suoi spazi e l’uomo ha dimostrato ancora la sua ottusità. E’ stato, infatti, demolito d’urgenza il ponte sul Rio Siligheddu, in Via Vittorio Veneto, già distrutto dall’alluvione del 2013 e ricostruito uguale a prima a tempo di record, nonostante avesse fatto da diga e avesse contribuito all’allagamento del quartiere di Isticaddeddu.   L’1 ottobre 2015 la situazione si è ripetuta, identica. 80 mila euro investiti per ricostruire il ponte, 80 mila euro spesi per accrescere il rischio idraulico.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus in questi giorni procede a segnalare il fatto alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sardegna affinchè valuti l’eventuale sussistenza di danno erariale e, nel caso, faccia pagare di tasca questa follìa.


In questi mesi, mentre amministratori pubblici già corresponsabili dello sfascio urbanistico olbiese meditano impudentemente di ricandidarsi alla carica di Sindaco, è acceso il dibattito sul “Quadro delle opere di mitigazione del rischio idraulico nel territorio di Olbia” (il c.d. piano Mancini, dal nome del progettista incaricato), approvato definitivamente dal Comitato di coordinamento dell’Autorità di bacino della Sardegna con deliberazione n. 1 del 26 maggio 2015.   Per gli interventi sarebbero disponibili ben 81 milioni di euro, giudicati insufficienti per la realizzazione di tutti gli interventi previsti nel programma, per giunta ritenuto addirittura dannoso da un agguerrito Comitato popolare olbiese.


Stanno già per partire gli espropri, ma il piano di interventi non è nemmeno supportato dal necessario sovraordinato strumento di pianificazione per la difesa del suolo: infatti finora si è avuta la sola adozione preliminare della variante del piano di assetto idrogeologico (P.A.I.) con la deliberazione del Comitato di coordinamento dell'Autorità di Bacino n. 2 del 16 giugno 2015, che ha fatto proprio quale "parte integrante della ... proposta di variante in quanto ne rappresenta le richieste schede di intervento" il "Quadro delle opere di mitigazione del rischio idraulico nel territorio comunale di Olbia”, approvato in via definitiva con delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino n° 1 del 26.5.2015, contenente le misure e gli interventi di messa in sicurezza e di mitigazione del rischio idrogeologico e delle relative priorità".   Addirittura è ancora aperta la fase di pubblicazione per l’inoltro di atti di osservazione fino al 20 ottobre 2015 (qui l’avviso di deposito.).

In sostanza, l'obiettivo sembra quello di "legittimare" a posteriori il quadro delle opere previste, inserendolo quale "scheda degli interventi".    

In ogni caso, in quanto "piano" o "programma" o relativa variante, va sottoposto a procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), a pena di annullabilità (art. 11, comma 5°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), procedura prevista proprio per migliorare la pianificazione e farla condividere alla popolazione olbiese, di certo esasperata da questa tragica e assurda situazione.

Proprio per evitare che vengano ricostruiti ponti che aggravano il rischio di alluvioni, proprio per evitare ulteriori follìe.


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