Al via la campagna pubblicitaria
per rilanciare il turismo in Sardegna

L'operazione della Regione è costata un milione di euro
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84

SASSARI. Una cartolina dalla Sardegna nel mercato internazionale. Domani su Le Figaro, The Times, Süddeutsche Zeitung, El Pais, Corriere della Sera compariranno le nuove pagine pubblicitarie curate dall’assessorato regionale al Turismo. “In Sardegna vivi di più”: questo lo slogan declinato in tutte le principali lingue del Vecchio continente: In Sardinia you live more; In Sardinien lebt man mehr; En Sardaigne, vivez tellement plus ¡Más vida en Cerdeña! Per sette settimane, tutti i sabati di maggio e di giugno, le testate nazionali e internazionali che coprono in tutto un bacino di 9milioni e 500 mila lettori, ospiteranno dunque le immagini più belle della Sardegna accompagnate da un messaggio che, si spera, servirà ad attirare i turisti.

La campagna ha avuto un costo di un milione di euro. Ma servirà a qualcosa? Elisabetta Cioni, docente nel corso di laurea in Scienze della Comunicazione, dice che questa operazione da sola non basta. «Non so se la Regione abbia in mente altre iniziative. Però per fare una campagna pubblicitaria ci vuole una strategia ben precisa e non basta puntare sui giornali, anche perché le persone che comprano i giornali sono sempre meno», aggiunge la Cioni. Per la docente i turisti che vengono in Sardegna non sono così ingenui: prima di fare un viaggio vogliono essere davvero sicuri sull'ospitalità dell'isola. «Il passaparola di chi c'è già stato, in definitiva, conta molto più di mille slogan».

Da un altro punto di vista anche Stefano Lubrano, presidente della Confindustria del nord Sardegna, è in attesa di un risultato più concreto. «I soldi spesi per la comunicazione vanno sempre bene, però non basta dire che la Sardegna è bella. Occorre impegnarsi anche nella sostanza: oltre a dire che la nostra terra è un'isola da sogno, bisognerebbe fare qualcosa di più, come puntare sui motivi di attrazione turistica: il golf, la nautica, il benessere e il turismo balneare». Gli industriali del nord Sardegna quindi sono d'accordo con la campagna, ma su un punto non ci sono dubbi: una pagina di un giornale da sola non basta.


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