IL PERSONAGGIO

A Manca il "Gesto sportivo dell'anno"
«Sono felice, subito tornerò a correre»

di Daniele Giola
Il motociclista sassarese Luca Manca (foto: http://www.follerumba.net/2010/01/luca-manca-e-uscito-dal-coma.html)
Il motociclista sassarese Luca Manca (foto: http://www.follerumba.net/2010/01/luca-manca-e-uscito-dal-coma.html)
SASSARI. Orgoglioso, felice e con la voglia matta di tornare al più presto in sella ad una moto. A quattro mesi di distanza dal drammatico incidente nella Dakar, Luca Manca è tornato a condurre una vita normale: un premio internazionale da ritirare "Gesto sportivo dell'anno 2010", una riabilitazione che procede a gonfie vele, e nuovi obiettivi fissati per l'immediato futuro. Che, guarda caso, riguardano gare su due ruote: il rally dei Faraoni, quello del Marocco e, naturalmente, la Dakar 2011.

Ciao Luca, innanzitutto come stai?
Molto bene grazie, sto seguendo le terapie (tra piscina, cyclette e palestra ndr.) che mi hanno prescritto i medici e a breve avrò il responso ufficiale per sapere quando potrò tornare a correre. Intanto ho ripreso a lavorare nella mia azienda, anche 15 ore al giorno...

Hai detto tornare a correre, la tua compagna non sarà contenta
...
Con Giuliana c'è un'ottima intesa, lei sa quanto è importante per me tornare a gareggiare, non dimentichiamoci che prima dell'incidente stavo lottando per il podio nella corsa più importante del mondo. Spero di poter essere pronto già per il rally dei Faraoni a fine ottobre, poi voglio fare quello del Marocco e riprovarci alla Dakar. Anche se ancora non so quanto potrò essere competitivo.

Il gesto di cedere la gomma al tuo compagno di scuderia Marc Coma, quando eri in corsa per una posizione di prestigio nella Dakar, ti è valso un premio internazionale da parte della Generalitat de Catalunya.
Sono molto contento, poi ho saputo che a luglio ne riceverò anche un altro che in passato è stato vinto da Massa e da Pedrosa. E' stato un gesto spontaneo, fatto per un compagno, un amico, che si giocava la vittoria finale. Quando ho saputo che era in difficoltà non ci ho pensato due volte..

Facciamo un passo indietro, ti va di ricordare quel terribile incidente?
Certo, non ho nessun problema anche perché non ho sentito dolore né paura. Ricordo con lucidità l'attimo precedente la caduta. Andavo a 150 Km/h in un tratto di strada molto duro e allo stesso tempo sabbioso. Ho visto la moto che è partita di posteriore poi più niente. Mi son risvegliato in un letto d'ospedale con la mia famiglia al completo che mi stava vicino. Non pensavo di aver rischiato la vita.

Eppure ci sei andato molto vicino. A leggere quanto ti è capitato vengono i brividi: edema cerebrale, lesione polmonare, tre costole fratturate e lo stato di coma.

Il coma era farmacologico, io però non ho sofferto, niente di niente, è come che un black out abbia spento il dolore per una caduta bruttissima. Hanno sofferto molto di più la mia famiglia e le tante persone che mi vogliono bene.

In quei momenti tanti hanno fatto sentire la loro vicinanza. Altri un po' meno.

Molti piloti italiani, forse troppo presi dall'agonismo, non mi hanno mai fatto neanche uno squillo per sapere come stavo. Altri, come Coma che è un grande amico, invece mi sono sempre stati vicino.

Tra le persone che ti hanno incoraggiato ci sono molti sardi e soprattutto tutti i tifosi della Dinamo. Ora per loro le cose non stanno andando benissimo. Ti senti di dire loro qualcosa?
A loro auguro il meglio, il momento non è positivo, magari con qualche rotazione in più sarebbero arrivati altri risultati... Ma c'è ancora tempo. Meritano i migliori successi così come li merita la società.










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