La Cgil:«Se la vertenza Vinyls
non si definirà sarà sciopero»

 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Sciopero generale il 5 maggio se la vertenza Vinyls non verrà definita. A lanciare l'avvertimento è la Cgil di Sassari attraverso le parole di Antonio Rudas, segretario generale della Camera del Lavoro di Sassari.

«Le conseguenze di un mancato accordo con ENI per il riavvio degli impianti, sarebbero a dir poco devastanti – aggiunge Rudas –: Porto Torres e il nordovest dell’isola rischiano un disastro economico e sociale senza precedenti, perché si avvierebbe un processo difficilmente controllabile, tanto che verrebbero meno, in un sol colpo, le condizioni minime per mantenere in vita lo stabilimento petrolchimico». E questo, spiega il segretario della Cgil di Sassari, significa che «dalla porta degli stabilimenti uscirebbero più di 4.500 lavoratori che direttamente e indirettamente, comunemente a qualche centinaio di aziende legate a queste produzioni, assicurano redditi per circa 120 milioni di euro all'anno».

Secondo Rudas, «bisogna prendere coscienza che il balletto cui stiamo assistendo in questi mesi non è altro che un macabro rito imposto dall'ENI, la quale ha come unico obiettivo, peraltro dichiarato proprio dal suo amministratore delegato Paolo Scaroni, quello di abbandonare la chimica italiana, attraverso una politica di dismissioni che per quanto riguarda Porto Torres ha subito una violenta accelerazione 18 mesi fa, con la chiusura degli impianti del cumene e del fenolo. Queste attività rimangono tuttora ferme nonostante si siano già verificate le condizioni di mercato per il loro riavvio. Mi pare ormai evidente – prosegue Rudas – che l'ENI sia impegnata con grande spregiudicatezza a demolire ogni tentativo di ricomporre la vertenza. Per questo il territorio si deve preparare già da subito ad una grande risposta: sarebbe da sciagurati, infatti, lasciar cadere sulle spalle di pochi lavoratori l'onere di sostenere il peso di una vertenza che deve ritornare ad essere sostenuta da tutti, senza tentennamenti o false solidarietà».


«Mi conforta inoltre apprendere – aggiunge il segretario generale – che CGIL, CISL e UIL regionali hanno accolto l'invito delle confederazioni territoriali a sostenere la ripresa della mobilitazione, che però deve ripartire necessariamente dal territorio. Sia chiaro quindi che il prossimo 5 maggio non saranno ammessi ulteriori rinvii o pratiche dilatorie. Comunque vada il confronto tra ENI e RAMCO, gli impianti dovranno essere riavviati», conclude Rudas.

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