La notte del Master&Back
In fila per la consegna

Bivacchi, thermos di caffè e tanta pazienza: da tutta la Sardegna in attesa per le borse di rientro

CAGLIARI. È finita come tutte le situazioni di emergenza: con l'intervento della Protezione Civile. Ma in questo caso non si tratta di eventi strategici per la geopolitica, né di opere faraoniche, ma solo della consegna di alcune pratiche... Quelle previste per il percorso di rientro del progetto di Master&Back della Regione Sardegna, un'occasione di lavoro nell'isola che dura due anni per laureati con master, specializzati all'estero o nella penisola. Il cosiddetto "Back", la seconda parte del bando.

Così centinaia di aspiranti borsisti si sono ritrovati a Cagliari davanti alla sede dell'Agenzia del Lavoro, di via Is Mirrionis e, semplicemente, vi hanno trascorso la notte. Supportati appunto, oltre che da parenti e amici, dalla Protezione Civile che ha sistemato un tendone, portato delle stufe, panche e tavolini. Tra le mani dei ragazzi, soprattutto trentenni, thermos di caffè caldo, coperte e le liste autogestite con i nomi di chi arrivava. Perché alla base dell'attesa iniziata la sera domenica 13 marzo fino all'apertura dell'ufficio di protocollo, lunedì alle 11, 'è proprio il criterio cronologico, quello del "chi prima arriva..." Così nel foglio si aggiungevano i nomi all'arrivo, e chi non rispondeva all'appello veniva cancellato. Una ragazza, laureata in Biologia dice: "Ho dormito in una panchina, non mi sono fidata. Perché i primi 300 prendono il finanziamento sicuro, gli altri dovranno attendere il prossimo e io sono stanca di aspettare". E infatti per le richieste degli altri candidati, quasi 600, c'è tempo fino a maggio. Finora i fondi stanziati sono quasi 15 milioni di euro, le domande presentate dopo la fila sono state 371, ma ciascuno poteva consegnare più di una domanda, o avere delle deleghe.

Il clima della notte, l'atmosfera sospesa dell'evento collettivo è svanita dopo le undici. È bastato poco più di un'ora e mezza, infatti, per consegnare tutte le domande dei presenti. Lo conferma anche un ragazzo di Alghero, partito la mattina presto dal Nord Sardegna insieme al altri: "Non siamo stati tra i campeggiatori. Siamo partiti la mattina, arrivati in anticipo e in poco tempo è finita la nostra agonia. Noi candidati abbiamo dato un esempio di civiltà, educazione e compostezza". In tanti hanno affrontato il viaggio da Sassari, Ozieri e Palau con la speranza, come lui, di poter mettere a disposizione della Sardegna le competenze e la professionalità acquisite oltre Tirreno.

Social Network. Come in altri casi, la mobilitazione ai tempi del web 2.0 passa anche via Facebook. Qui infatti il Comitator Master&Back, costituto da ragazzi, ha coordinato le proteste di marzo per il ritardo dei finanziamenti, ha sollecitato il Consiglio Regionale e tenuto i contatti tra i molti candidati sparsi per la Sardegna e nel mondo. Nella bacheca si leggono i mille dubbi burocratici di chi ha beneficiato delle borse, e di chi vorrebbe farlo. Un'organizzazione non solo virtuale: nella notte delle domande per il Back iin tanti hanno apprezzato il concreto sostegno di un dolcetto o di un caffè caldo.

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