Dinamo, come cambiano gli equlibri con l'arrivo di Tony Mitchell

di Mauro Manca
Tony Mitchell (foto: Instagram.com)
Tony Mitchell (foto: Instagram.com)
L'altalenante stagione della Dinamo Sassari si arricchisce di un altro, emblematico capitolo. Quando tutti, o quasi, si aspettavano l’approdo in Sardegna di un Big Man, uno che colmasse le lacune di un reparto lunghi oltremodo penalizzato da un evanescente Petway e da un irriconoscibile Alexander, ecco arrivare il colpo che non ti aspetti. Tony Mitchell, colui che un anno fa fece meraviglie in maglia Aquila Trento tanto da guadagnarsi il riconoscimento di mvp stagionale, è a tutti gli effetti un nuovo giocatore di Sassari. Parliamo di una guardia/ala fisica e con tanti punti nelle mani, grandi qualità atletiche e difensive (capace di prendere in single coverage praticamente qualsiasi esterno), una bocca da fuoco di tutto rispetto che si aggiunge all’arciere di coach Calvani. Il nativo della Georgia torna a calcare il palcoscenico italiano dopo le brevi, quanto poco esaltanti, parentesi russe e spagnole, arrivando a vestire la terza maglia diversa nell’arco della stessa stagione. Una mossa che sorprende ma che sicuramente giunge come una buona nuova per Calvani, preso da più di un grattacapo dopo il pesante ko del forum e la disfatta ungherese.


La Dinamo di questa stagione vive sulle montagne russe, alterna prestazioni eccellenti a partite da dimenticare, e raramente riesce a trarre beneficio da tutti gli effettivi schierati sul parquet. Una settimana “scoppia” il caso Petway, quella dopo ci si interroga sulla tenuta mentale di Alexander, mentre di recente l’argomento caldo era Jack Devecchi, il capitano che contro l'Olimpia Milano ha fatto il suo ingresso in campo a babbo morto, con i muscoli ghiacciati ed alla stregua di un ragazzino aggregato alla prima squadra. Una situazione che a molti è parsa una mancanza di rispetto nei confronti di un giocatore che nei suoi dieci anni a Sassari ci ha sempre messo l'anima. Senza dimenticare neppure la fase calante di Stipcevic e la crisi d'identità di Lollo D'ercole, al momento scomparso dai radar delle rotazioni biancoblu. Eppure, meno di un mese fa, Sassari aveva regolato in sequenza Reggio Emilia e Pistoia, due tra le formazioni più accreditate di tutta la Serie A, con una doppia dimostrazione di forza che per molti sarebbe collimata di lì a brevecon un'immediata rinascita di lì a breve, ipotesi smentita in buona parte dalle ultime, deludenti prestazioni della compagine sarda.


La notizia è che all’arrivo di Mitchell non dovrebbe corrispondere alcun taglio, ma essendo completo lo spazio per gli extracomunitari, verosimilmente uno a turno tra Alexander e Petway si accomoderà in tribuna. Tra le possibili soluzioni tattiche, quella di vedere un quintetto con Mitchell da tre ed Eyenga nello spot di quattro è tutt’altro che da escludere; meno chili sotto le plance ma tanta corsa e soluzioni offensive, paradossalmente un assetto quasi in stile sacchettiano. In tutto questo è probabile che il numero di tiri presi da Logan diminuisca sensibilmente, essendo Mitchell un realizzatore da oltre 18 punti di media. Per quanto riguarda la propria metà campo, Sassari "vanta" ancora la terza peggior difesa del campionato con 79,8 punti subiti, sebbene nell'ultimo mese e mezzo siano stati compiuti numerosi passi avanti sotto questo punto di vista; i giocatori sono parsi più reattivi, pronti a mescolare la uomo con la zona e ad alzare la pressione nei momenti del bisogno, se si fa eccezione per le ultime malaugurate uscite tra campionato e coppa. Un innesto con le caratteristiche dell'ex Trento può aiutare la squadra sassarese a serrare ulteriormente le maglie dietro. Il nodo da sciogliere da qui a breve riguarda però la continuità, aspetto sul quale questo gruppo sembra ancora non trovare la quadra e l'empatia necessaria a raggiungere lo striscione del traguardo. Dopo la pausa per l’All Star Same, oltre all’Eucocup incombono il girone di ritorno e la final eight di Coppa Italia, rassegna in cui Sassari sarà chiamata a difendere i titoli conquistati nelle ultime due stagioni. Si comincia davvero a fare sul serio, per la Dinamo versione 2016 è giunto il tempo delle risposte.
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