Jihadisti all'Asinara? Lai e Pili replicano alla trovata di Calderoli e Maroni

di SSN
"Portiamo i terroristi all'Asinara, facciamolo per la nostra sicurezza nazionale, ma anche come deterrente per i potenziali jihadisti, in modo che sappiano cosa li aspetta in caso di cattura, ovvero un carcere duro e l'isolamento totale dal mondo esterno" Spara il senatore della Lega Nord, Roberto Calderoli, posizione condivisa anche dal SAPPE (Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria) e lanciata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Una frase, ma soprattutto un'idea, tutt'altro che meravigliosa, che non poteva non suscitare più di una polemica.

Silvio Lai risponde:
“Ci sono argomenti su cui non è il caso di scherzare e tanto meno di fare proposte irricevibili. Non si scherza sul terrorismo internazionale di matrice religiosa che è questione seria e delicata e in questi termini dunque deve essere affrontata. Bisogna sicuramente individuare sul piano internazionale efficaci azioni di prevenzione e contrasto degli atti terroristici ma non si può di certo pensare che una soluzione possa essere rappresentata dal luogo scelto per la detenzione o dal livello di isolamento, magari come iniziativa di un solo Stato come l’Italia.
Colgo però anche l’occasione per ricordare al vice presidente del senato che l’Asinara è da venti anni un Parco nazionale e dunque non potrà più essere utilizzato per fini o funzioni non legate alla sua valorizzazione e tutela.”
"La Sardegna  - prosegue - per tanti, troppi, anni ha dovuto fare a meno di una risorsa come l’Isola dell’Asinara. Pensare di utilizzare quello che oggi è un Parco Nazionale come luogo di detenzione significa cercare di rimandare indietro le lancette del tempo. È  inaccettabile soprattutto per i cittadini di quel territorio che hanno lottato per decenni per chiudere quell’infausto luogo di detenzione.”

E Mauro Pili rincara la dose:
"L'Asinara non si tocca, è un parco naturale non una discarica di terroristi. Calderoli lancia, per dirla con il suo gergo, una proposta "porcata" che in realtà nasconde uno scivolone senza precedenti. Secondo questa proposta Calderoli vorrebbe mandare i terroristi in un paradiso terrestre quando invece meriterebbero carceri vere e non in un parco. La solita battuta da osteria senza alcun tipo di supporto ne tecnico ne politico. Spiace sapere che anche Calderoli alla pari di Renzi ed altri considerino la Sardegna una discarica di mafiosi e terroristi. La Sardegna non sarà nè la discarica di Renzi tantomeno quella di Calderoli. Bene farebbe a ritrattare, e subito,questa stupidaggine ciclopica. Con un mio atto da Presidente della Regione il 19 dicembre 2001 l'Asinara è divenuto area protetta e Parco Nazionale. Dovrebbe saperlo visto che era al governo quando nell'agosto del 2002 venne firmato il decreto del Ministro dell'ambiente che recepiva la delibera della giunta regionale. Quello che sconcerta, stando a questa dichiarazione, è che Calderoli vorrebbe mandare i terroristi in un'oasi a 5 stelle. Qui accettiamo solo turisti e respingiamo al mittente esternazioni gratuite e stupide. Per quanto mi riguarda non solo devono essere escluse ipotesi a priori di riapertura di quel carcere, ma sono da rispedire al mittente tutti quei mafiosi e camorristi che stanno affollando le carceri sarde. Non siamo la discarica dello stato italiano tantomeno di Calderoli".






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