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Primo maggio tra chi lotta per il lavoro
SassariNotizie è all'Asinara

di Grazia Sini
 (foto: SassariNotizie.com)
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STINTINO. Alle 10.20, dopo la distribuzione dei biglietti a opera degli organizzatori di Legambiente, due barconi pieni (ormai ci sono solo posti in piedi) partono dal porto turistico di Stintino. Direzione l'Asinara. Ci sono persone di tutte le età: giovani, alcuni con le magliette di Legambiente, anziani in giacca in velluto, qualche politico alla spicciolata. A fianco alla bandiera italiana sventola quella dell'associazione ambientalista. Si parte.

L'ASINARA
11.20
Tra un'onda e l'altra, un po' bagnati, sicuramente spettinati, attracchiamo a Cala d'Oliva. Mentre la guida racconta la storia dell'Asinara, noi ci arrampichiamo verso il carcere tra le viuzze del paese. Ora i cappellini gialli di Legambiente si mischiano ai rossi della Cgil. Nel cortile del carcere è quasi tutto pronto per il concerto. All'ingresso una bancarella che vende i CD degli Istentales. L'esperimento mediatico sembra stia riuscendo: in ogni angolo si vedono inviati di televisioni, radio e giornali.

13.25 Il concerto è iniziato da poco. Nell'attesa qualcuno forse scambia il carcere per un parco divertimenti e si mette in posa sorridente dietro le sbarre azzurre. Il cortile si popola, persone arrivano in continuazione. Tra Porto Torres e Stintino sono già partiti quattro barconi carichi. Alle 13 sul palco salgono i cassintegrati. La voce è rotta mentre ringraziano tutti. Scoppia l'applauso quando si ricorda che il lavoro è un diritto e loro se lo riprenderanno. Vittorio Cucco cita anche chi lotta sulla torre aragonese, meno mediatici ma non meno coraggiosi. Intanto sul palco salgono i bambini, coinvolti in qualcosa che forse neanche capiscono. Hanno la maglietta dei cassintegrati. Quando gli adulti applaudono anche loro cominciano a battere le mani. Un saluto speciale per i lavoratori di Porto Marghera e Ravenna che hanno affrontato il viaggio e ora sono qui, lavoratori a fianco di lavoratori.
Il sindaco di Porto Torres dal palco ricorda che «una crisi devastante richiede fatti concreti e la necessità di prevedere un'economia integrata: industria e turismo insieme». Sul palco salgono anche i sindacalisti "invitati", come si sottolinea, dai lavoratori i veri protagonisti. Ancora qualche intervento, alcuni più concentrati sui temi ambientalisti e del parco che su quelli del lavoro, poi parte il concerto. Iniziano gli Istentales con "Isola ribelle", cantata con i cassintegrati e qualche famiglia al completo: mogli e figli. Credo che nessuna parola però possa descrivere lo sguardo di alcuni di loro. No, non è una canzone, non è un momento goliardico o di marketing. Lo sguardo non è di chi canta, ma di chi urla rabbia e speranza.

STINTINO. 17.20: Abbiamo appena attraccato al porto turistico. Il mare non è stato clemente e in molti sono stati male. La nostra giornata coi cassintegrati dell'Isola si è conclusa.
Già alle 15, anche a causa della pioggia che è arrivata contro ogni previsione, il concerto è finito e il palco è stato smantellato. Il cortile si è svuotato. I cassintegrati hanno organizzato un pranzo con gli amici e i parenti. È l'occasione per stare insieme, per allontanare la mente da quel pensiero fisso che li accompagna da mesi e che li ha portati a occupare il carcere dell'isola. «Le persone, gli amici, i parenti, il concerto. Per noi è stata una giornata di svago, ma la vera festa del lavoro per noi sarà il 5 maggio quando si deciderà la sorte della nostra azienda» spiega Giammario Sanna, cassintegrato di 31 anni. Al suo fianco la moglie.
Visitiamo le celle, dove dormono tutti i giorni: sono piccole e anguste. I bambini scorrazzano per i corridoi, sono abituati e conoscono bene quelle pareti. I cassintegrati si dicono soddisfatti, non si aspettavano tutta questa partecipazione, anche se alcuni tra gli avventori sono definiti "turisti".
Alle 16 arriva la chiamata per tornare sui barconi, è il momento di lasciare i cassintegrati dell'Asinara con le loro famiglie. Domani sull'Isola, per mantenere alta l'attenzione, arriveranno altri ospiti. Nomi noti, come i giornalisti Concita de Gregorio, Giovanni Maria Bellu e il musicista Enzo Favata. Ma arriveranno soprattutto ancora tante altre persone, soltanto oggi almeno 800, per portare solidarietà a chi lotta per il diritto a lavorare. Persone che sono arrivate da ogni angolo della Sardegna, ma anche da diverse città della Penisola.

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Ascolta l'audio: Intervista a Giommaria Sanna (foto: SassariNotizie.com)

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  •  (foto: Per gentile concessione del blog Isola dei cassintegrati )