Edilizia agevolata, a Ozieri e Alghero
i mattoni puzzano di truffa

Le case costruite dalla cooperativa Azzurra nella zona di Sa Pastia (foto: Alessandro Tedde)
Le case costruite dalla cooperativa Azzurra nella zona di Sa Pastia (foto: Alessandro Tedde)
OZIERI. I soci della coop l'avevano capito subito che qualcosa non andava per il verso giusto: rapporti poco chiari con i vertici, nessuna garanzia formale sulla gestione e zero spazio per obiezioni o lamentele. Tutto doveva funzionare secondo i desideri degli amministratori. «The show must go on».
E allora mano al portafoglio e via con acconti e contribuzioni, «così le costruzioni andranno avanti e avrete presto le vostre case».

La storia è quella della cooperativa Azzurra, 50 alloggi costruiti tra Ozieri e Alghero e progetti edilizi disseminati a Olbia e Buddusò. Il copione è quello della legge 179: contributi pubblici (tanti) e costi prestabiliti, perché «la Regione non finanzia castelli» dicevano i capi dell'organizzazione. Poi l'edilizia agevolata ha segnato rincari da residence a cinque stelle, la Finanza ha messo i sigilli e la magistratura ha aperto una inchiesta per truffa. Nel 2009 è intervenuta anche la Provincia che ha rimosso il consiglio di amministrazione e ha nominato un commissario straordinario, mentre a Ozieri sono rimaste trenta famiglie che aspettano una casa da dieci anni. Più “fortunati” i soci di Alghero che hanno avuto un tetto solo dopo avere sottoscritto fideiussioni milionarie con le banche.

Perciò c'era molta attesa per la procedura di liquidazione coatta amministrativa di Azzurra, che doveva fare chiarezza sui conti e dare a ogni socio la possibilità di acquistare la casa dopo tante incertezze. Ma il 3 febbraio è arrivata una brutta sorpresa. A comunicarla i commissari del ministero dello Sviluppo economico che si sono succeduti al commissario provinciale nel procedimento di liquidazione. «È stato presentato ricorso al presidente della Repubblica», hanno spiegato il dottor Marco Fantone e l'avvocato Francesco Azzena. Obiettivo, «ottenere l'annullamento dell'atto con cui è stata commissariata Azzurra» e rimettere tutto nelle mani della vecchia amministrazione. Un incubo per i soci della coop ai quali è stata annunciata l'intenzione di bloccare la procedura in attesa della decisione.

Ma i legali di parte non ci stanno e dicono: «È un ricorso infondato e pretestuoso, fatto per prendere altro tempo e ritardare il più possibile il procedimento». Gli avvocati chiedono che non si fermi l'attività dei commissari e che «vada avanti la procedura per l'assegnazione delle case». Secondo gli avvocati, sarebbe da mettere in discussione lo stesso ricorso perché sottoscritto da «soci fittizi, sulla base di elenchi fittizi in cui compaiono persone nell'area di un ex dirigente della cooperativa». Il riferimento è a Mario Murru, “consulente esterno” di Azzurra e già titolare della ditta affidataria dei lavori di Alghero fino al 2002, nonché fratello del presidente Francesco e padre di Giuseppe, al quale èstata affidata la costruzione delle case dal 2002 in poi.

Le irregolarità. Una gestione familiare opaca, in sostanza, con «una serie di conflitti di interessi tra amministratori e imprese costruttrici» certificati anche dalla relazione dei commissari ministeriali, che parlano di «aspetti sintomatici e procedure poco trasparenti per l'affidamento degli appalti».

«La contabilità è stata tenuta con modalità non conformi – rilevano ancora i commissari – e i versamenti dei soci sono confluiti in un unico conto rendendo pressoché impossibile una verifica della situazione». Inoltre, «non è stato tenuto alcun registro degli aspiranti soci», col risultato che «due terzi di questi, tra i quali gli stessi amministratori, non hanno alcuno scambio mutualistico con la società ma solo un interesse commerciale». Fatti già denunciati dai soci nell'esposto alla Procura del 2007, ai quali si aggiunge la nota della Regione Sardegna in cui si dice che la cooperativa «non risponde più a nessun tipo di richiesta, impedendo qualsiasi tipo di controllo».

I soldi. Durante il suo mandato, il commissario provinciale Sandro Guiso ha accertato debiti per oltre 3milioni di euro, ai quali si sommano mutui bancari per 5 milioni. Poi ci sono i “premi” e gli aumenti ingiustificati dei prezzi approvati dal Cda a proprio favore. Nel 2004 e nel 2005 il Consiglio delibera «due modifiche dei contratti di appalto per i lavori diOzieri e Alghero con notevoli aumenti dei compensi a favore della ditta costruttrice», scrivono ancora Fantone e Azzena. Tutto senza informare l'assemblea dei soci e con il contributo dell'allora presidente Francesco Murru, «che non si è astenuto dalla votazione che riguardava la ditta del proprio nipote». Sempre nel 2005 arrivano i soldi a favore degli amministratori che deliberano per sé stessi e il “consulente esterno” dei compensi mensili, giustificati «con i particolari compiti svolti nell'espletamento del proprio mandato».

Le incognite. Le famiglie si dicono«disperate» e c'è chi pensa di accamparsi al Quirinale per chiedere a Napolitano di respingere il ricorso. Intanto si attendono notizie sull'inchiesta della magistratura che dovrà fare chiarezza anche sull'entità e la fine dei soldi pubblici erogati ad Azzurra. Solo per Ozieri erano previsti 2,2 milioni di euro di finanziamenti, di cui 800mila erogati tramite il Comune. Altrettanti soldi sono arrivati da Alghero e poi ci sono i contributi dei soci finiti nel mare magnum del conto unico e i finanziamenti a fondo perduto previsti dalla legge. Con una curiosità: che sono stati richiesti per case in godimento al fine di aumentarne l'entità e non in proprietà piena come desideravano i soci.

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