Naufragio della coop Azzurra a Ozieri
I commissari: "Il ricorso ci inibisce"

OZIERI. Per assegnare le case sono necessari lavori di completamento per 300mila euro, altrimenti niente abitabilità. Ma chi si prende la responsabilità di deliberare simili spese se c’è un procedimento pendente che può annullare tutto? Questa in sintesi la risposta dei commissari liquidatori della cooperativa Azzurra ai legali dei soci ozieresi che gli chiedevano di andare avanti con l’iter amministrativo nonostante l’opposizione di un ricorso al presidente della Repubblica.

Questione di procedure, insomma, perché senza le infrastrutture che mancano non si possono assegnare le case alle famiglie; e di portafoglio, perché in caso di accoglimento del ricorso i commissari risponderebbero personalmente degli atti compiuti.

A parlare a nome dei commissari ministeriali è l’avvocato Francesco Azzena, nominato dal ministero dello Sviluppo economico per mettere la parola fine alla storia di Azzurra e dare una casa ai soci di Ozieri che ancora l’aspettano. È a loro che si rivolge e spiega: «È nostra intenzione favorire i soci nell'assegnazione delle case, ma da questo punto di vista il ricorso ci inibisce perché, se venisse accolto, dovremmo rispondere personalmente dei 300mila euro e di eventuali diritti che sorgerebbero in seguito alle nostre delibere». Un rischio troppo alto, secondo Azzena, perché la liquidazione amministrativa, a differenza del fallimento, chiama in causa i commissari per responsabilità diretta e le cose potrebbero mettersi male.

La notizia farà felici gli altri soci della coop vicini all’ex dirigente Mario Murru, cioè coloro che si sono opposti alla procedura di commissariamento deliberata dalla Provincia nel 2009 e si sono rivolti al presidente della Repubblica per annullare tutto. Perciò non resta che sperare in una veloce decisione del Quirinale o in un ritiro del ricorso da parte di chi lo ha presentato.

Intanto le case cadono a pezzi per effetto dell’incuria e dei vandali e trenta famiglie in attesa di metterci piede non riescono a darsi pace. Per metterle a norma con le regole urbanistiche e avere l’ok per l’abitabilità mancano ancora le strade di accesso, i collegamenti idrici e altre opere. Costo stimato 300mila euro, appunto, da caricare ancora sulle spalle dei soci.

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo