Cagliari.Grave inquinamento ambientale e pericolo per la salute pubblica.Esposto dell'onorevole Pili

Da diverso tempo nell’area definita campo nomadi, ss.554, zona Motorizzazione Civile si registra un contesto igienico sanitario di grave e pericoloso inquinamento ambientale che mette in pericolo la salute pubblica e la pubblica incolumità; al fine di accertare tale grave situazione, riscontrabile da chiunque si rechi in tale area, il sottoscritto denuncia quanto segue: all’interno del campo nomadi è stata realizzata una vera e propria discarica a cielo aperto visibile su tutti i fronti e riconducibile alla gestione del campo stesso da parte degli occupanti; appare evidente a chiunque l’accumulo consistente e continuo di ogni genere di rifiuto che ha reso l’area una vera e propria zona franca dove sistematicamente viene attentata la salute pubblica con grave inquinamento ambientale dell’area a ridosso con popolosi quartieri della città di Cagliari; all’interno del campo si registrano sistematicamente e con sempre maggiore gravità incendi tesi a smaltire ogni genere di rifiuti trasformando quella discarica in un vero e proprio inceneritore; sistematicamente l’intera popolazione dell’area e l’ambiente circostante vengono gravemente ricoperti da una coltre di nubi nere chiaramente riconducibile alla distruzione di materiale inquinante che rilascia sostanze gravemente lesive della salubrità dell’aria e della salute dei cittadini sottoposti a questa quotidiana inalazione di sostanze tossiche;
Tale contesto appare non solo grave sul piano penale dell’inquinamento ambientale ma anche per il mancato intervento delle autorità preposte a far cessare quel gravissimo attentato alla salute pubblica.

In tale contesto appare evidente che si rileva una grave inadempienza e omissione da parte delle pubbliche autorità che ne hanno la diretta competenza all’intervento. Il Sindaco di Cagliari nella fattispecie, autorità sanitaria locale, ad oggi non ha ancora provveduto ad emettere provvedimento teso a risolvere la gravissima situazione igienica sanitaria del sito lasciando l’area in un latente pericolo per l’intera comunità e per tutti coloro che sono costretti ad accedervi anche per la fruizione di pubblici servizi.
La mancata adozione di un “provvedimento” costituisce un reiterato comportamento che ripropone il grave pericolo per l'igiene pubblica che si sta generando in quell’area per migliaia di persone che ogni giorno vivono e frequentano quell’area.
Si chiede di valutare le responsabilità di quello che può configurarsi come un pericolo per la salute e l’igiene pubblica e quindi un’evidente omissione d'atti d'ufficio rilevante.
La legge 125 del 24 luglio 2008 (con la quale è stato convertito il d.l. n. 92/2008) ha introdotto importanti modifiche all’articolo 54 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento delle autonomie locali, ampliando i poteri dei sindaci in materia di sicurezza urbana.
l’articolo 54 del Testo Unico, così come modificato, al quarto comma attribuisce al sindaco, quale ufficiale di governo, il potere di adottare provvedimenti non esclusivamente contingibili e urgenti al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento e secondo una procedura di raccordo e informazione con i Prefetti.
Rispetto alla precedente formulazione dell’articolo 54 del TUEL, i provvedimenti sono “anche” – e dunque non più esclusivamente – contingibili e urgenti, e riguardano, oltre all’incolumità pubblica, la “sicurezza urbana”.
Il decreto del Ministero dell’Interno del 5 agosto 2008 ha successivamente disciplinato l’ambito di applicazione delle disposizioni.
Il decreto definisce per “incolumità pubblica” l’integrità fisica della popolazione e per “sicurezza urbana” un bene pubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nell’ambito delle comunità locali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare le condizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale;
Il decreto identifica cinque ambiti nei quali il sindaco promuove interventi di prevenzione e contrasto:
a) le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi: dallo spaccio di stupefacenti allo sfruttamento della prostituzione, dall’accattonaggio con impiego di minori e disabili ai fenomeni di violenza legati anche all’abuso di alcool;
b) le situazioni di danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o di impedimento alla loro fruibilità o di scadimento della qualità urbana;
c) l’incuria, il degrado e l’occupazione abusiva di immobili che possano favorire le situazioni di cui ai due punti precedenti;
d) le situazioni che costituiscono intralcio alla viabilità o che alterano il decoro urbano, quali l’abusivismo commerciale o l’illecita occupazione di suolo pubblico;
e) i comportamenti che possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano, o che limitano l’utilizzo o la fruizione degli spazi pubblici o che ne rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi: è il caso della prostituzione su strada o dell’accattonaggio molesto;
Il nuovo quadro normativo – che ha anche provveduto a rafforzare la capacità di intervento sanzionatorio delle amministrazioni locali - permette oggi ai sindaci di intervenire con ordinanze di significativa portata per prevenire e affrontare fenomeni di degrado e altre criticità relative alla sicurezza in ambito urbano;
La mancata adozione di un provvedimento urgente e contingibile,  costituisce una grave inadempienza per la quale si chiede di valutare l’ipotesi di reato attinente all’art. 328 del codice penale: omissione o rifiuto di atti d'ufficio;
Si chiede di valutare ed eventualmente procedere per quanto di competenza se il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, in questo caso il Sindaco di Cagliari, ha indebitamente rifiutato un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo;
il termine "rifiuto" indica, insomma, una manifestazione di volontà di non compiere l’atto dovuto.
A questo si aggiunge una fattispecie ancor più rilevante relativa all’art. 452-bis. Inquinamento ambientale per chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili:
1) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo;
2) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.
La fattispecie che si segnala e denuncia  si aggiunge alle ipotesi di reato contravvenzionale costruite sul modello del superamento dei valori tabellari (cfr. ad es. art. 137, co. 5 e art. 279, co. 2, t.u.a.) o di esercizio di determinate attività senza autorizzazione (v. ad es. art. 256 t.u.a.), collocandosi ad un livello di offesa all’ambiente superiore, connotato dalla compromissione o deterioramento significativi e misurabili.
Per quanto sopra richiamato, e per l’urgenza legata ai gravi rischi per la salute pubblica, si chiede alla Ill.ma Procura di Cagliari di valutare eventuali violazioni di legge in relazione a quanto esposto.
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