Margherita Hack: «Centrali nucleari?
Facciamole in Sardegna». La polemica

Dura replica di Cappellacci: «Proposta inaccettabile»
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
L'astrofisica Margherita Hack (foto: urladalsilenzio.wordpress.com)
L'astrofisica Margherita Hack (foto: urladalsilenzio.wordpress.com)

SASSARI. All'indomani dell'incubo Fukushima, Umberto Veronesi, presidente dell'Agenzia italiana per il Nucleare, aveva chiesto una pausa di riflessione, ma evidentemente non è stato ascoltato. Oggi l'argomento ritorna infatti su tutti i giornali italiani, grazie alle dichiarazioni dell'astrofisica Margherita Hack che sceglie forse il momento meno opportuno per dire la sua sull'argomento. «La creazione di nuove centrali è necessaria - dice in un'intervista al Giornale -. Se non si fosse mai rischiato non avremmo nemmeno il fuoco, saremmo ancora all'età della pietra». A rincarare la dose di polemiche c'è poi il fatto che la Hack non si limita ad esprimere legittimamente le proprie opinioni, ma azzarda anche una mappa dei luoghi ideali per le centrali. «È necessario scegliere zone sicure come la Sardegna perché l'Italia è un Paese sismico». L'isola, dunque, ancora una volta viene candidata come terra promessa per il nucleare. Una tesi che, alla luce di quanto già dichiarato in passato, renderà probabilmente ancora più unito il fronte del "no" durante i due referendum che si svolgeranno a maggio e a giugno sullo stesso argomento in Sardegna.

Pronta e decisa la replica del presidente Cappellacci. «La Sardegna non vuole le centrali nucleari. E' una scelta consapevole, fondata su motivazioni forti e profonde, non certo sull'emozione suscitata dai fatti avvenuti in Giappone. La nostra isola - ha sottolineato Cappellacci - ha imboccato con decisione un'altra strada: quella della green economy, delle energie rinnovabili, di un modello di sviluppo compatibile con il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico. Inoltre la Sardegna ha già pagato un forte tributo alla ragion di Stato, sacrificando ad essa alcuni dei suoi angoli più suggestivi. Abbiamo già dato e non intendiamo sopportare ulteriori privazioni. Anzi, poiché sono mutate le condizioni che in passato hanno permesso di far gravare sulla nostra terra servitù militari e pesi di altro tipo, la Sardegna chiede un ridimensionamento delle stesse. In terzo luogo non è accettabile che col pretesto di una presunta maggiore sicurezza, si pensi di rifilare ad altri le centrali nucleari. L'unica sicurezza che verrebbe maggiormente garantita in questo modo, infatti, sarebbe quella di chi si trova dall'altra parte del mare. La professoressa Hack potrà spendere le sue argomentazioni scientifiche con i suoi vicini di casa. In Sardegna abbiamo già scelto».

Sul tema in Sardegna ci saranno due consultazioni. Il primo referendum regionale sarà il 15 maggio.

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