Aziende al femminile ancora in calo

In Sardegna cala ancora il numero delle imprese artigiane gestite dalle donne. Dall’ultima rilevazione utile (luglio di quest’anno), le imprese
artigiane femminili nella nostra isola risultavano essere 5.034, in
calo dello 0,6% rispetto al 2015 e dell’11,9% rispetto al 2008, anno
d’inizio della crisi, quando si registrarono 5.713 aziende.

Tra tutte le regioni, la nostra è quella che ha subito il tracollo
maggiore, seguita solo dalla Sicilia con l’11,1%. Un dato
assolutamente preoccupante se si considera che a livello Nazionale
tali realtà, negli ultimi 8 anni, sono cresciute dell’1,7%.

E’ questa l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna che, nel rapporto “Le imprenditrici artigiane a metà 2016”,
ha rielaborato i dati di UnionCamere-Infocamere al secondo trimestre
2016, sull’attività imprenditoriale femminile nella nostra isola.

Le donne artigiane sarde per il 55,6% sono attive nei servizi alle
persone (2.797 imprese), per il 21,9% nel manifatturiero (1.102), per
il 16,5% nei servizi alle imprese (831 imprese), per il 5,6% nelle
costruzioni (282 imprese) e per lo 0,4% in altre attività (22
imprese).

Tra le province, in quella di Cagliari le aziende artigiane femminili
sono 2.008, in calo dello 0,2% rispetto al 2015; in quella di Sassari
sono 1.764 in calo dell’1,1% rispetto allo scorso anno e 856 in quella
di Nuoro, in calo dello 0,8% sul 2015. In controtendenza Oristano, in
crescita dello 0,2%

Le donne che in Sardegna svolgono un lavoro indipendente (tutte le
categoria di impresa) sono 35.169, in calo del 21% rispetto allo
scorso anno, mentre le donne occupate (in tutti i settori, pubblici e
privati) sono ben 230.364.

Per la Presidente di Confartiganato Imprese Sardegna, Maria Carmela
Folchetti “questi dati dicono di come l’imprenditoria femminile, in
Sardegna come nel resto dell’Italia, abbia bisogno urgente bisogno
d’interventi che la liberino dai troppi vincoli e dai costi che
soffocano le iniziative”.

“E’ necessario poter contare su un welfare che permetta alle donne di
conciliare lavoro e famiglia – continua la Folchetti - e di esprimere
nell’impresa le proprie potenzialità perché l’Italia, nonostante
interventi positivi come il “voucher baby sitting”, purtroppo non è
ancora un Paese per mamme che lavorano”.

Da anni Confartigianato combatte la battaglia per ottenere i voucher
per l’assistenza di familiari anziani e disabili, o di quelli per
formare i collaboratori chiamati a sostituire temporaneamente la
titolare nell’attività d’impresa, o del credito d’imposta per
incentivare la creazione di attività d’impresa nei servizi di welfare
per la famiglia e per l’infanzia e degli sgravi fiscali e contributivi
per assunzioni a tempo determinato di coadiuvanti nei periodi di
maternità.

“Ma ciò che manca, sempre di più – riprende la Presidente di
Confartigianato Sardegna - è la storica Legge 215 per l'imprenditoria
femminile, quella che in Italia permise la nascita di 70.000 aziende
guidate da donne e permise un incremento occupazionale di oltre 90.000
unità in tutta Italia”.

“In ogni caso – conclude la Folchetti - con o senza voucher, per fare
l’imprenditrice e la mamma, in Sardegna bisogna essere sempre più
brave. Molto più brave”.
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