M5S:l'eterna incompiuta, il serbatoio di Monte Bianchino, torna nell'aula consiliare

L’eterna incompiuta: il serbatoio di Monte Bianchino torna ad essere oggetto di discussione nell’aula consiliare di palazzo Ducale. La portavoce dl Movimento Cinque Stelle Desirè Manca richiama l’attenzione sull’insoluta vicenda che, dopo 28 anni e una spesa di circa tre miliardi di vecchie lire, non ha ancora regalato alla città un’opera importante e necessaria ma, ad oggi, non fruibile, funzionante né utilizzabile a causa della mancanza della certificazione di conformità.

Ottenuta la parola dal presidente del Consiglio Comunale di Sassari Esmeralda Ughi, la portavoce del Movimento Desirè Manca interrogava la maggioranza in riferimento allo stato dell’arte ed al funzionamento del sopra citato serbatoio. Il tutto in considerazione dei fondi impiegati per la (non) realizzazione e di una situazione che attualmente costringe la popolazione della zona in cui è situata l’opera ad avvalersi ancora di pozzi privati per l’approvvigionamento idrico.

A rispondere per l’Amministrazione comunale del sindaco Nicola Sanna è assessore alle Politiche per le Infrastrutture, della mobilità Urbana e Rurale, Polizia Municipale e Protezione civile Antonio Piu: “Il 23 giugno 2016 è stato dato incarico all’ingegner Francesco Frau per la compilazione degli atti necessari alla predisposizione per le certificazioni di conformità, dato che quello che manca affinché Abbanoa possa gestire regolarmente il serbatoio di Monte Bianchino è proprio la certificazione. E proprio per far si che queste certificazioni vengano rilasciate, il Comune pochi giorni fa ha individuato l’impresa cui affidare i lavori che dureranno massimo un mese e mezzo: a quel punto l’opera sarà ceduta ad Abbanoa e messa in funzione”.


La parola, come da regolamento torna alla portavoce del Movimento Desirè Manca che, palesemente, argomentando, esprime la sua insoddisfazione per la risposta ottenuta: “In fondo sono trascorsi solo 28 anni dall’inizio dei lavori. E ancora oggi abbiamo un serbatoio costato più di tre miliardi lire, importi irrisorio, inutilizzato per problemi amministrativi e burocratici. La realtà è che nel 2016 la struttura non è funzionante perché dopo 18 anni non si è riusciti ad avere la certificazione di conformità. Non credo sia una cosa normale”.


Nota a margine ma non marginale: il presidente del Consiglio comunale Esmeralda Ughi invita la consigliera Manca a ricordare che nella replica è necessario limitarsi a esprimere soddisfazione o insoddisfazione per la riposta ottenuta. Il contraddittorio mette in chiara luce la volontà del presidente del Consiglio di impedire ad un consigliere comunale di parlare e sostenere la sua tesi. La risposta è chiara: “Evidentemente non mi esprimo bene o il presidente non mi ascolta quando parlo: non sono certo soddisfatta, nessuno potrebbe esserlo, e argomentavo la mia insoddisfazione calcando l’accento su tempi e costi di un’eterna incompiuta”.
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