Capodanno. A casa 3 italiani su 4, ma spazio per i prodotti locali

Piu’ di tre italiani su quattro (78%) consumeranno nelle case il cenone di fine anno mentre tra chi ha scelto di mangiare fuori, il 15 per cento è andato al ristorante e il 3% ha preferito l’agriturismo ed il restante ha fatto scelte diverse. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in vista del Capodanno per il quale si prevede che saranno destinati alla tavola in media 80 euro a famiglia. 

Per il Capodanno le offerte sono state tante e soprattutto di qualità per chi sta pensando ad un cenone di quelli scoppiettanti per mandarsi alle spalle quest'anno bisestile e pensare all'anno nuovo. Tra tutta una serie di menù spiccano quelli che prediligono le produzioni locali e la tradizione culinaria locale. Giusto rientrare in Sardegna, per assaporare quello che di buono può proporre la nostra terra. Tra i tanti che abbiamo avuto modo di vedere ci è parso interessante quello delle Rocce a Monte Oro. L'idea dello chef e degli organizzatori è quella di rilanciare piatti gustosi e classici come ciccioneddas con ghisadu, le favette aribisari, ricotta con miele e noci. Tanto per citare alcuni passaggi del menù. E non è pubblicità, infatti gli organizzatori hanno chiuso le liste già dal almeno una decina di giorni. Bravi. Il segreto? Il giusto equilibrio tra le pietanze con un occhio al periodo che sotto certi aspetti non è dei migliori. " Ci abbiamo provato e crediamo di aver colto nel segno - dicono- con una proposta equlibrata che è piaciuta molto a tutti quelli che ci hanno scelto."

Non a caso, si abbandonano le mode esterofile del passato con il 9% di italiani che si permettono le ostriche e l’8%, il caviale. Resiste il salmone presente nel 56% dei menu, ma forte è la presenza del pesce locale a partire da vongole e alici per le quali si assiste ad una vera riscossa sulle tavole. Forte è la presenza del cotechino nel 72% delle tavole. Si stima che siano serviti – sottolinea la Coldiretti - 6,5 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi. Durante le festività di fine anno – precisa la Coldiretti - vengono fatti sparire dalle tavole circa il 90 per cento del totale della produzione nazionale che è in gran parte certificata come cotechino e zampone.
© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo