Percorsi di integrazione e inclusione nel quartiere di san Donato a Sassari

L'obiettivo è realizzare, nell'arco di tre anni, percorsi di integrazione e inclusione sociale a favore di famiglie che presentano un carico educativo complesso. In particolare, si punta alla creazione di laboratori di educazione alla genitorialità e che dovranno dare vita a uno spazio di ascolto per genitori immigrati e sassaresi che, attraverso lo scambio culturale e il confronto fra modelli educativi diversi, aiutino i partecipanti a prendere consapevolezza delle proprie risorse affettive, cognitive e sociali. Questo, e molto di più, è quanto prevede l'accordo di collaborazione siglato nella mattina di oggi tra il Comune e l'istituto comprensivo San Donato.

Nella sala giunta di Palazzo Ducale, il sindaco Nicola Sanna, l'assessora ai Servizi sociali e la dirigente della storica scuola di San Donato, Patrizia Mercuri, hanno ufficialmente dato il via a un percorso di innovazione sociale. Alla firma era presente anche il dirigente del Settore Coesione sociale e pari opportunità Mario Mura. L'accordo si inserisce all'interno degli interventi territoriali integrati che prevedono l'avvio di iniziative flessibili e multidimensionali, in grado di prevenire il disagio e sostenere l'autonomia e l'inclusione sociale.

«L'intenzione strategica di questa azione – ha detto l'assessora Monica Spanedda – sta proprio nel coinvolgimento della popolazione fragile e a rischio di esclusione, residente nel quartiere di San Donato e del centro storico, in un più ampio progetto di riqualificazione di quella intera area. Si deve puntare – ha aggiunto – alla creazione di laboratori di apprendimento e condivisione quindi allo sviluppo di percorsi formativi e professionalizzanti capaci di creare valore e crescita sociale».

Per questi progetti a disposizione ci sono circa 200 mila euro che saranno appunto finalizzati a creare laboratori di genitorialità, quindi avviare attività in grado di coinvolgere le famiglie più fragili costituendo un supporto e una risorsa per favorire percorsi di reale integrazione sociale. Un lavoro che dovrà essere svolto con gli insegnanti e gli organi collegiali della scuola e la fattiva partecipazione del “comitato dei genitori” che si creerà nei laboratori.

«I cittadini che partecipano alla realizzazione degli interventi territoriali integrati – ha sottolineato il sindaco Nicola Sanna – devono diventare attori principali dei cambiamenti del territorio, con attività orientate all’inserimento lavorativo. Proprio in questa logica d’intervento, si inserisce la promozione di una rete associativa, autogestita e stabile dei cittadini del quartiere che – ha concluso – si occupi di portare avanti iniziative sociali e di animazione dal basso».

La formazione del comitato dei genitori sarà, allora, un risultato a cui guardare da subito anche perché, ha sottolineato la dirigente scolastica Patrizia Mercuri, «sarà importante riuscire a incidere su tutti quelli che portano avanti quest'azione, perché solo vivendo il centro storico è possibile cambiarlo».

Si lavorerà quindi su progetti personalizzati di integrazione scolastica e sociale che, sulla base degli indirizzi e delle linee di azione individuate dal progetto “Tutti a Iscol@”, avranno come finalità il contrasto alla dispersione scolastica, favorendo processi integrativi fra alunni che vivono al centro storico e quelli immigrati.

Il dirigente del Settore Coesione sociale, Mario Mura, quindi ha ricordato che il Comune sarà in campo per creare le migliori condizioni per il coinvolgimento partecipativo della comunità, per gestire il finanziamento assegnato quindi monitorare, valutare e divulgare gli esiti del progetto.


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