Italia Attiva sul Centro intermodale di Sassari: una vergogna targata Pd

di SSN
«In tre anni il sindaco Nicola Sanna ha più volte comunicato interventi sul centro intermodale che poi non ha mai portato avanti, ci siamo abituati. Il recente annuncio della bonifiche sembra quasi il colpo di coda che arriva in un momento drammatico della legislatura, forse per buttare fumo negli occhi dei cittadini. Ma la storiella di “al lupo al lupo” la conosciamo fin troppo bene».

A lanciare l’affondo contro il primo cittadino di Sassari è Alessio Paganini, coordinatore sassarese di Italia Attiva Sardegna. L’oggetto del contendere è il Centro intermodale di via XXV aprile che, secondo i vertici di Ias sarebbe un’opera fondamentale per la città, con circa 13 mila metri quadri di superficie, che farebbe di Sassari uno snodo strategico per tutto il nord Sardegna.
Un progetto che, a detta del direttivo di Italia Attiva, potrebbe creare diversi posti di lavoro, una boccata d’ossigeno per un territorio colpito gravemente dalla crisi occupazionale.

«Sassari continua a battere tutti i record per inefficienza di questa giunta comunale e del suo sindaco – sostiene Paganini – perché, seppure Sanna a maggio 2016 aveva annunciato che erano state “consegnate le chiavi all’azienda che si dovrà occupare dei lavori”, ad oggi dei lavori non risulta traccia. L’area è sempre recintata. Ci sono solo le promesse, le parole dichiarate a mezzo stampa e aspramente ricordate dai cittadini che ogni giorno sostano pericolosamente in via padre Zirano».

Proprio nei giorni scorsi, una signora scesa dal pullman è stata investita da un’auto. Rischio quotidiano a causa dell’elevata pericolosità del tratto stradale che, non solo ospita le fermate dei pullman, ma è anche un trafficatissimo snodo di collegamento fra due zone della città.

«La prima pietra doveva essere posata nel 2011 – specifica Paganini –. Ad oggi di quella pietra nemmeno l’ombra. Ma le colpe secondo noi non sono solo del sindaco Sanna. La Regione ha senz'altro le sue responsabilità, soprattutto i pezzi da novanta sassaresi che per la loro città continuano a non far niente. A maggio 2016, Salvatore Demontis (PD) aveva dichiarato che il progetto avrebbe avuto un’accelerazione. Parole al vento».

Il mirino si sposta quindi verso l’ex sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau (PD), che nel 2013 – ricorda Paganini – aveva dichiarato: “Non ne possiamo più dell’atteggiamento della Regione, abbiamo pazientato fin troppo”. «Ma ora che è lui in Regione e può far valere i diritti dei Sassaresi – si domandano i rappresentanti Ias – dov’è? Visto il trattamento riservato a Sassari e al nord ovest della Sardegna, vedi aeroporto di Alghero e caso Ryanair, probabilmente ha cambiato residenza».

Insomma, per Paganini «Sassari non solo è abbandonata da sindaco e assessori, che in questi giorni dimostrano di essere più attaccati alla poltrona che alla città”, ma anche dai suoi rappresentanti politici in Regione. La speranza è quella che il Sassarese alle prossime elezioni non si dimentichi del disastroso operato di questa giunta comunale che ha mortificato la città, imbruttendola oltremodo e condannandola al declino. Una situazione da attribuire tutta al Partito Democratico».

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