Nasce all'Università di Sassari il Centro di Ricerca e Studio dei Metalli in Traccia

È stato istituito presso l'Università degli Studi di Sassari il Centro di Ricerca e Studio dei Metalli in Traccia (Cr.E.S.Met) con sede nel Dipartimento di Scienze Biomediche. Il Centro intende contribuire al progresso delle conoscenze sui metalli pesanti e sui metalli in traccia (elementi chimici presenti in piccole quantità negli organismi viventi). La giunta operativa, coordinata dal dott. Roberto Madeddu, è costituita dai docenti Antonio Azara, Salvatore Dessole, Alessandro Fois, Andrea Montella e Maria Antonietta Zoroddu.

Sono sempre più numerosi gli studi condotti da autorità sanitarie nazionali e internazionali che testimoniano la pericolosità dell’inquinamento da metalli. È stata dimostrata la relazione tra l’insorgenza di alcuni tumori  e l’esposizione ad alcuni metalli, che pertanto sono inclusi nella lista delle sostanze cancerogene dell’International Agency on Research on Cancer  (IARC).

"Cadmio, cobalto, cromo, rame, mercurio, manganese, nichel, piombo, zinco, molibdeno, stagno possono essere presenti nell’ambiente in quantità tali da suscitare preoccupazione per la salute umana" – spiega Roberto Madeddu –"Sono, infatti,  persistenti ed hanno la caratteristica  di rimanere a lungo in circolo nell’ambiente, per esempio attraverso la catena alimentare".

Di norma, il metallo presente nei terreni è assorbito dalle radici delle piante e quindi trasportato nelle foglie e nei frutti che possono essere consumati dall’uomo o dall’animale e assimilati  nel proprio organismo. È perciò fondamentale mantenere elevata la qualità ambientale del suolo, per evitare che gli alimenti possano contenere sostanze dannose per l’uomo.

La Sardegna è una regione con “luci e ombre” per quanto riguarda la salute dei suoi abitanti: la popolazione è mediamente longeva, ma si riscontra un’alta incidenza di malattie endemiche come il Diabete di tipo 1, la Sclerosi multipla e la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Queste malattie sono in parte la conseguenza di una predisposizione genetica dei soggetti colpiti, tuttavia,  in base a quanto sta emergendo negli ultimi anni, potrebbe esserci una non trascurabile  responsabilità “ambientale” da indagare attentamente.

Il Centro di ricerca ha proprio lo scopo di promuovere attività di ricerca, sensibilizzazione e divulgazione su queste tematiche.


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