Porto Torres, via alle operazioni di recupero del bacino galleggiante affondato

di SSN
Avviate le operazioni di recupero del bacino galleggiante CAMAR I, affondato nel porto industriale durante la violenta mareggiata verificatasi lo scorso 5 marzo, con vento di maestrale che, in porto, ha fatto registrare punte di 60 nodi.

La notte tra il 5 ed il 6 marzo il bacino, di proprietà della società MMGI SHIPYARD SRL di Monfalcone, oramai pronto ad essere trasferito a rimorchio nel porto di Trieste, rompeva gli ormeggi a causa del forte vento, andando pericolosamente alla deriva verso l’imboccatura del bacino industriale e affondando in prossimità della diga foranea, al di qua della banchina di ponente, su un fondale di circa 10 metri, a causa della enorme quantità d’acqua accumulatasi nelle casse.

La Capitaneria di Porto ha provveduto ad interdire l’area con apposita ordinanza ed ha immediatamente convocato il proprietario del bacino intimandogli l’immediata rimozione dello stesso ed assegnando comunque un termine per la fine delle operazioni.

Nei giorni successivi il Comandante della Capitaneria di Porto ha convocato un tavolo tecnico con la partecipazione della ditta incaricata del recupero; personale esperto con il quale venivano condivise modalità e tempi delle operazioni di recupero in galleggiamento del bacino.

E’ stato necessario un delicato lavoro di preparazione del bacino svolto da sommozzatori professionisti ed esperti in questo tipo di attività e finalmente ieri pomeriggio, dopo l’approvazione del cronoprogramma di intervento, predisposto dalla ditta, da parte della Capitaneria di Porto, sono iniziate le operazioni di recupero per riportarlo in galleggiamento.

La Soc. Lucatelli s.r.l., con sede in Trieste, è stata incaricata dei lavori dal proprietario del bacino; è una società esperta di lavori subacquei e di recupero e demolizione di relitti.
Nelle operazioni è impegnato anche il Rimorchiatore EISVOGEL, un mezzo proveniente dal porto di Monfalcone opportunamente equipaggiato ed attrezzato per l’assistenza ai lavori subacquei.

Fondamentale la stretta collaborazione tra la ditta incaricata del recupero e la Capitaneria di Porto, in quanto pianificazione, metodologia e tempistica dell’intervento sono stati definiti insieme attraverso continui contatti e riunioni di coordinamento.

Le attuali condizioni strutturali del bacino costringono gli operatori subacquei ad intervenire non solo sulle parti esterne del mezzo ma anche all’interno dello stesso, richiedendo tempi di esecuzione più lunghi in quanto più pericolosi per gli operatori.

La metodologia di recupero in galleggiamento del bacino consiste nel predisporre opportunamente le casse per svuotarle dall’acqua e contemporaneamente insufflare aria all’interno grazie al compressore presente a bordo del rimorchiatore.

Le operazioni di ri-galleggiamento dovranno essere eseguite in maniera omogenea per evitare un pericoloso sbandamento del bacino su un lato e conseguente eccessivo stress strutturale. Ieri pomeriggio è iniziata la fase di pompaggio aria nelle casse, ma l’operazione è evidentemente molto lenta e durerà alcuni giorni, in quanto man mano che il bacino sale dovranno essere verificate le condizioni strutturali dello stesso.

Ad operazioni di recupero ultimate, il bacino verrà rimorchiato presso idonea banchina del porto industriale per ultimare i lavori di riparazione e prepararlo per il trasferimento nel porto di Monfalcone.

Il termine lavori è previsto ad oggi, condizioni meteo permettendo, per la fine della prossima settimana. Uomini e mezzi della Capitaneria di Porto continueranno a vigilare sulle operazioni.


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