Vinyls, il Nord Sardegna a Cagliari
per la crisi del petrolchimico

Chimica verde, i lavoratori raccolgono mille firme per una petizione
di Valentina Guido
L'ingresso della Vinyls a Porto Torres (foto: SassariNotizie.com)
L'ingresso della Vinyls a Porto Torres (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. La vertenza Vinyls è ancora un punto di domanda e gli amministratori del nord Sardegna devono aver pensato che l'unione fa la forza. Così martedì prossimo il consiglio provinciale di Sassari, i consigli comunali di Alghero, Sassari e, quasi sicuramente, Porto Torres, si riuniranno a Cagliari nella sede della Regione per incontrare la presidenza e i capigruppo del consiglio regionale. L'idea di una seduta comune nel capoluogo regionale era stata lanciata una settimana fa dalla conferenza dei capigruppo del Comune di Sassari, presieduta da Luciano Chessa. Si parlerà della crisi del petrolchimico che ha raggiunto lo stallo, tra l'attesa delle ricapitalizzazione e del pagamento degli stipendi da parte del fondo svizzero Gita e il futuro della chimica verde che preoccupa gli operai.

La petizione dei lavoratori. In vista dello sciopero generale del 6 maggio, oggi a Porto Torres i segretari territoriali della Cgil, Gavino Doppiu, Sebastiano Crosa, Salvatore Frulio e Franca Sabino hanno presentato l'iniziativa che, in appena due giorni, ha consentito ai lavoratori di raccogliere mille firme, che saranno presentate alla presidente dell'assemblea regionale, Claudia Lombardo, con una preghiera da formalizzare attraverso una mozione: «evitare la sottoscrizione di eventuali accordi con Eni e il governo nazionale che non contemplino la continuità occupazionale o che non consentano il mantenimento in attività delle attuali maestranze del petrolchimico».

Di seguito, il testo della petizione:

Secondo quanto annunciato dalla Polimeri Europa, società controllata dall'ENI, gli impianti legati alle produzioni della chimica di base cesseranno la loro attività nel prossimo mese di giugno. Tale evento determinerà conseguenze dirompenti sulle condizioni già fortemente debilitate dell'economia del Nord-Ovest della Sardegna. Negli ultimi anni i tentativi di porre fine a queste attività in assenza di valide alternative, hanno determinato un forte contrasto dei lavoratori e delle popolazioni, memorabile è la grande manifestazione del 4-dicembre-2008, che ha visto scendere in piazza a fianco degli operai migliaia di cittadini. Ora l'ENI ha presentato un piano relativo alla “cosiddetta chimica verde” che prevede nell'arco di sette anni, la riconversione produttiva dello stabilimento di Porto Torres. Come hanno già avuto modo di dichiarare le nostre OO.SS, questa proposta anche se per molti versi appare controversa e di difficile realizzazione, non ci trova pregiudizialmente contrari, ma allo stato si prefigura più come un espediente per cessare le attuali produzioni che come una vera e perseguibile alternativa. Peraltro l'Eni ha dimostrato nei fatti di essere inaffidabile, lo palesano gli accordi mai rispettati, compreso quello del 2003, sottoscritto dalla Regione Sardegna, le organizzazioni sindacali e datoriali e la presidenza del Consiglio Dei Ministri. Ora con una certa approssimazione da parte di alcuni attori politici e sociali, si sta per compiere un ulteriore errore che potrebbe segnare la fine delle attività industriali. Come lavoratori riteniamo non accettabile passare dal vecchio al nuovo senza la continuità occupazionale, per questo le attuali produzioni dovranno essere eventualmente dismesse solo in presenza delle nuove. Ciò detto e considerato, le chiediamo un suo autorevole intervento volto a promuovere una mozione unitaria dell'intero Consiglio Regionale, al fine di evitare la sottoscrizione di eventuali accordi con ENI e Governo Nazionale che non contemplino il punto precedente o che non consentano il mantenimento in attività delle attuali maestranze del petrolchimico.

Certi del suo impegno le porgiamo cordiali saluti.

Firmato i lavoratori del petrolchimico

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