FIU Sassari:"Il Pd e i suoi assessori lasciano una città allo sbando"

Riceviamo e pubblichiamo:

"Apprendiamo delle dimissioni presentate dagli assessori Raffaella Sau (Cultura e Turismo), Monica Spanedda (politiche sociali) e Fabio Pinna (politiche ambientali), quest’ultimo coordinatore cittadino del Partito Democratico. I tre abbandonano la Giunta Comunale a causa degli ormai insormontabili contrasti con il sindaco Nicola Sanna, incapace per tutto il corso del suo mandato di governare adeguatamente la città e persino di relazionarsi con i suoi cittadini. Queste dimissioni si aggiungono a quelle dell’assessore al bilancio Alessio Marras, del vicesindaco e assessore all’urbanistica Gianni Carbini e Vittoria Casu (titolare della delega alle Politiche educative e giovanili della città), segnale evidente di una crisi che vede alla base lo scontro interno al Partito Democratico per la gestione del potere, il tutto nel più completo disinteresse per le condizioni sociali ed economiche gravi in cui versa oggi Sassari.

Cristiano Sabino, candidato nel 2014 alla carica di sindaco per il Fronte Indipendentista Unidu, denuncia che la coalizione di centro sinistra si presentò alla competizione elettorale come una corazzata composta da circa 350 candidati, comprendente tutta la sinistra sassarese e pure gli indipendentisti di irs. Il centro sinistra all’epoca schierò ben di 12 liste contro il Fronte Indipendentista Unidu, l’unico soggetto politico che proponeva alla città un necessario cambio di passo per il rilancio del commercio, la riqualificazione del tessuto urbano, l’inclusione sociale e l’attuazione di opere che rendessero Sassari a misura di cittadino, un progetto che mirava a dare risposte in un periodo di totale stagnazione politica e di progressivo scollamento della classe dirigente locale nei confronti dei sassaresi.

Oggi non rimane pressoché niente delle liste civiche che hanno sostenuto l’evanescente progetto politico di Sanna e, come avevamo previsto, le gravi responsabilità del Partito Democratico ricadono ora sulla città e sul territorio, rimasto senza guida e in balia di scelte politiche illogiche e sconsiderate come, ad esempio, quelle che hanno portato al drastico ridimensionamento dello scalo aeroportuale di Alghero, strategico per l’economia di tutto il nord ovest dell’isola. È indiscutibile e sotto gli occhi di tutti la responsabilità della dirigenza del Partito Democratico verso il declino della città e del suo territorio.

Fin da subito il Fronte Indipendentista Unidu aveva denunciato che si trattava di una ammucchiata d’affari e che la città avrebbe pagato le lotte di potere interne al PD:"Avevamo detto che il piccolo commercio e l’artigianato sarebbero morti e che la città sarebbe stata ostaggio di Abbanoa, della GDO e delle catene dei giochi d’azzardo. Tutto questo si è puntualmente verificato. Ora vogliamo costruire un percorso politico che salvi questa città dallo scacco totale. Non è ancora troppo tardi ma serve coraggio e partecipazione. Chi vuole riscattarsi dall’aver appoggiato una coalizione vergognosa e distruttiva per la nostra città venga a discutere con noi la maniera migliore e più democratica di riparare il danno."

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