Comitato per il lavoro e l'emersione del sommerso

Morti bianche, la Sassari-Olbia pericolo numero uno per i lavoratori

La Direzione provinciale del lavoro ha presentato il rapporto Cles 2009
di Valentina Guido
Un momento della riunione (foto: SassariNotizie.com)
Un momento della riunione (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. La vergogna della strada Sassari-Olbia viene fuori sempre e comunque, anche durante la presentazione del rapporto 2009 a cura del Comitato per il lavoro e l’emersione del sommerso (Cles), cioè quando meno te l’aspetti. La strada della morte, infatti, è responsabile di 10 su 16 sinistri stradali classificati come incidenti sul lavoro, mortali in quattro casi. Così il bilancio dell’Isola è nettamente peggiorato rispetto al 2008: nel 2009 l’Inail ha registrato 35 incidenti, contro i 25 dell’anno precedente. In questo, la Sardegna è in controtendenza rispetto al resto d’Italia.

I COMPITI DEL COMITATO. Il dato è emerso mercoledì 17 marzo, nel corso della presentazione dell’ultimo rapporto Cles da parte della Direzione provinciale del lavoro di Sassari. Gli incidenti sul lavoro sono solo uno degli aspetti presi in esame dal comitato, che ha il compito di monitorare e sanzionare situazioni irregolari quali lavoro nero, mancato pagamento deicontributi previdenziali, mancato rispetto delle norme di sicurezza,discriminazioni sul lavoro. Per questo il comitato, che ha sede a Sassari ma coinvolge nei controlli anche la provincia di Olbia, ha uno stretto rapporto con le forze dell’ordine, soprattutto Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza.

MAGLIA NERA ALL’EDILIZIA. La responsabile della Direzione provinciale del lavoro, Annalisa Massidda, ha esordito comunicando un dato positivo: nel 2009 le aziende irregolari sono diminuite. Nel 2008, infatti, rappresentavano il 56 per cento dei casi esaminati, mentre nel 2009 erano il 48 per cento, per un totale di 2071 aziende che sono state chiuse. Tuttavia il lavoro sommerso è un fenomeno presente in modo massiccio nel territorio, come dimostrano i dati dell’Inps: sono stati scoperti più di 700 lavoratori in nero soltanto nella provincia di Sassari e, dalla loro regolarizzazione, sono stati recuperati oltre 11 milioni di euro in termini di contributi previdenziali. Il settore dove l’illegalità è padrona incontrastata è però l’edilizia: si pensi che nel 2009 era irregolare il 91 per cento dei cantieri controllati, con un lieve aumento rispetto all’anno precedente.

CONTROLLI INSUFFICIENTI. I cantieri edili sono noti alle cronache soprattutto per carenze di sicurezza. E in tempi di crisi economica, i primi costi che vengono tagliati dalle imprese sono proprio quelli relativi agli standard minimi di sicurezza, oltre ai contributi previdenziali. Proprio per questo i controlli dovrebbero aumentare in periodi di ristrettezze, quali sono quelli che stiamo vivendo. Ma i tecnici S.pre.sal della Asl, addetti al controllo e alla prevenzione, sono troppo pochi, decisamente insufficienti per la vecchia provincia di Sassari, la più estesa d’Italia: solo 4, rispetto ai 40 della provincia di Cagliari. La sicurezza è un argomento delicato non solo nel settore cantieristico, ma anche in agricoltura, teatro ultimamente di incidenti sul lavoro sempre drammaticamente simili a se stessi: i trattori che si ribaltano finiscono sulle pagine dei giornali con sempre maggiore frequenza. Eppure, se si acquistassero macchinari più moderni, disgrazie di questo genere potrebbero essere evitate.

MALATTIE PROFESSIONALI. I dati sono stati comunicati dalla responsabile dello Spresal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambientidi lavoro, Teresa Marras, la quale non ha dubbi: «Le malattie di derivazione professionale sono un fenomeno sottostimato ma in continua crescita», ha affermato la dottoressa di fronte a una platea di tecnici, giornalisti e rappresentanze sindacali. Sono state istituite nuove tabelle che hanno reso più semplice per il lavoratore dimostrare il nesso causale tra l’attività svolta e la malattia sviluppata. Anche per questo sono aumentate le denunce e gli indennizzi, soprattutto in relazione a patologie tumorali e muscolo-scheletriche.

AMIANTO, BONIFICARE O NO? Nel 2009 lo Spresal ha approvato 220 piani di bonifica. Ha individuato 59 siti contaminati dall’amianto, di cui 25 industriali e 34 pubblici. Ma sull’opportunità della bonifica sempre e comunque, Teresa Marras ha qualche dubbio: “Spesso è meglio monitorare l’amianto e lasciarlo dov’è, piuttosto che rimuoverlo rischiando di causare danni peggiori”.

IN FUTURO CLES SPECIALISTICI? La presentazione del rapporto Cles 2009 si è chiusa con una piccola polemica e qualche auspicio: la provincia di Olbia ha manifestato, in modo più o meno velato, la volontà di avere una sezione distaccata del Comitato nel proprio territorio. Da parte sua, la responsabile della Direzione provinciale del lavoro di Sassari ha lanciato l’idea di sviluppare, in futuro, tavoli specialistici su singoli argomenti che meritano di essere approfonditi (per esempio, il mancato rispetto dei contratti di lavoro). Tutti gli attori coinvolti si augurano un maggiore coordinamento tra i responsabili dei controlli. Per conoscere nel profondo il mondo del lavoro sommerso e scoprire i comportamenti illeciti, saranno sempre più indispensabili le banche dati: i risultati migliori infatti si ottengono proprio dall’incrocio di dati di provenienza diversa. Solo così si potrà scattare una fotografia del reale sempre più rispondente al vero.

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Immagini articolo
  • Un momento della riunione (foto: SassariNotizie.com)
  • Il questore Cesare Palermi, il prefetto Marcello Fulvi e Annalisa Massidda, responsabile Direzione provinciale lavoro (foto: SassariNotizie.com)