La Terra sarda brucia.Sergio Puddu, operatore Forestas, racconta il sacrificio di molti uomini

Sergio Puddu, operatore dell'Agenzia Forestas, racconta la sua esperienza al fronte del fuoco sul suo facebook. Vogliamo riportarvi le sue parole integralmente,così come sono state scritte, per rendervi partecipi del lavoro di questi uomini coraggiosi, chiamati a salvare la nostra terra e spesso vite umane:

"Molti non sanno com'è la giornata dell'operaio forestale che fa il servizio AIB antincendio boschivo. Voglio lasciarvi la mia testimonianza di quando anni fa facevo anche io parte di una squadra AIB di circa 8 componenti, stipati in cima a un passo dominante tutta la pianura e parte delle montagne, seduti sotto una tettoia in legno e un tavolato con delle panche dove ripararci dal sole e dalla calura per poter consumare un pasto. Dalle 10e30 alle 18e12 per 10 giorni di fila dotati di un camion cisterna 80/16 Iveco e un Bremach con naspi, manichette e lance varie, flabelli, zappe, vanghe. Ogni mezzo aveva radio ricetrasmittenti e alcune portatili per comunicare tra noi, le vedette, i colleghi del CVFA (corpo forestale), la sala operativa del COP. È un lavoro dove si fa parecchia attesa, ingannavamo il tempo e il caldo estivo leggendo, chiacchierando, con un orecchio teso alla trasmittente e un occhio buttato sul territorio circostante. Le ore dopo il pranzo erano le più calde e difficili da sopportare, tra la noia e l'afa soffocante e la speranza di un soffio di aria più fresca scrutavamo l'orizzonte con i binocoli in cerca di un pennacchio di fumo, di qualche focolaio. Per fortuna le chiamate erano molto rare, questo significava tranquillità e sicurezza del territorio. E il nostro intervento avrebbe voluto significare un incendio importante perché gli incendi di stoppie nelle pianure andavano a spegnerli i volontari delle associazioni mentre a noi, in caso di chiamata, sarebbe toccato il bosco alto, la lecceta e i corbezzoli. Il mio battesimo del fuoco lo ricordo benissimo era una giornata rovente di un agosto(?) di tanti anni fa: la radio comincia a gracchiare, le vedette e il COP cominciano a scambiarsi messaggi sempre più inquietanti "Vedetta S.Barbara l'incendio cosa sta interessando? BIP"-"COP Sta interessando il margine del bosco e si sta propagando velocemente BIP". Guardiamo con apprensione l'orizzonte e dietro il crinale della montagna comincia a salire una colonna di fumo. Il caposquadra ci esorta a controllare che tutto il DPI sia in ordine e restiamo in attesa, le comunicazioni si fanno via via sempre più concitate e col vento la colonna di fumo è sempre più alta, nera e minacciosa. Ed ecco che dopo poco il COP ci chiama all'appello. Tutti a bordo, si parte a sirene spiegate. L'adrenalina la sento salire, mi vengono in mente le immagini di un libretto che ci avevano dato, le foto dei morti carbonizzati nella collina di Curraggia scomparsi qualche anno prima in Gallura sono ancora nitide. Intanto il camioncino arranca sulla sterrata e ci sballotta, incrociamo altre pattuglie; venti minuti, forse trenta, di rally per arrivare sul margine indicatoci dai colleghi del Corpo Forestale. Scendiamo in quello che mi sembra un paesaggio dell'inferno dantesco, fumo, fiamme rosse come la tuta che indosso. L'odore e la cenere del bruciato mi entrano nelle narici e mi impregnano la tuta e la pelle. In questa gola boscosa ci sentiamo in una grande trappola, ci potrebbero essere inneschi attivi pronti a incendiarsi, procediamo cauti, sull' altro versante, su un costone ci sono alcuni gruppi di colleghi che avanzano con flabelli e atomizzatori al limite del bosco sul bruciato. Sulle nostre teste è in picchiata un G222 dell'esercito che scarica un ritardante rosso poco distante da noi. Il rombo dei motori è assordante, sembra ci stia cadendo addosso. Il collega del CFVA ha con se la TBT, la radio in comunicazione con i mezzi aerei di supporto e coordina i lanci di acqua e estinguente, arrivano elicotteri dell' E.I. e altri lanci cercano di bloccare le fiamme troppo alte. Mi sembra di essere in guerra, al fronte, appena attaccati dal bombardamento nemico. Cominciamo a intervenire con i naspi e lasciamo l'80 e il Bremach sulla strada. Il fumo brucia gli occhi e il caldo è insopportabile, percorrere pochi metri con le attrezzature è faticoso, bisogna stare attenti a non perdere l'equilibrio, si potrebbe cadere e ferirsi sui monconi di legno carbonizzati. Camminiamo in piccoli gruppi, si procede lentamente e si resta con i sensi all'erta, spegniamo fino a che fa buio pesto, qualche buon volontario ci porta dell'acqua fresca con una tanica e alle 22 rientriamo alla nostra postazione esausti. L'appuntamento è per le 5 del mattino per fare la bonifica, giusto qualche ora di sonno per recuperare le energie ma l'adrenalina in corpo è ancora tanta che anche dopo la doccia e la stanchezza ci metto parecchio a prendere sonno. La notte passa senza il tempo di un battito di ciglia ed eccoci alla bonifica. Serve a impedire che l'incendio possa ripartire, perciò muniti di attrezzi adatti ripercorriamo tutto il perimetro del bruciato, spegnendo le ultime braci, dicioccando i ceppi ardenti all'interno che col vento potrebbero trasformare la pirolisi in fiamma viva. Ci sono resti di animali carbonizzati, un cinghiale che sembra una macabra statua nera. È un lavoraccio faticoso ma non possiamo permettere all'incendio di riprendersi, di mangiare altro verde, altre foglie, nidi, animali. Avantieri era un paradiso, ieri l'inferno e oggi un paesaggio lunare in cui l'unica nota di colore sono le nostre tute arancioni e gialle fluo. Mi sono sempre chiesto il perché di questa distruzione apocalittica, non sono mai riuscito ad avere una risposta ragionevole. Oggi, a causa della mia salute non posso più intervenire negli incendi, ma come ogni estate la nostra terra brucia ancora; ogni volta che vedo uscire le pattuglie AIB per andare a spegnere incendi il mio pensiero li insegue, penso al sacrificio di tutti quegli uomini, colleghi che hanno perso la vita a causa della follia umana. Sono fiero di aver fatto anch'io la mia parte. Tenete duro colleghi e fortza paris!"


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