M5S Sassari: "Il sostegno religioso non si paga"

"La chiara premessa è l'inesistenza di un pregiudizio alla base di questo ragionamento, ragionamento qui di salvo da qualunque tipo di strumentalizzazione - spiega la portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle Desirè Manca -. Ciò detto, il fatto é che i cittadini sassaresi ogni anno pagano 6mila euro per l'assistenza religiosa offerta agli ospiti di Casa Serena. Massimo e doveroso rispetto per gli anziani e per la religione, ma perché pagare per avere l'assistenza, il sostegno della religione? Credo sia una domanda legittima". Esiste una convenzione stipulata nel 2007 fra il Comune di Sassari e la Curia Arcivescovile, convenzione che lo scorso 28 agosto 2017 é stata rinnovata con determina dirigenziale numero 2821, prassi che si ripete negli anni e che poggia - come da testo - anche sul "benessere che l'assistenza religiosa arreca agli ospiti di Casa Serena". "Importante e giusto che gli anziani riescano a trarre giovamento dal sostegno che può offrire la religione, ma riflettendo proprio sullo spirito religioso: perché pagare per averlo? Credo sia domanda legittima".

"Il punto è: la religione ha un prezzo? E in cosa consiste un'assistenza religiosa che sia riferibile ad un prezzo determinato e specifico? Non si capisce il perché si debba pagare per questo. Perché debbano farlo i cittadini di Sassari, fra cui includo certamente anche gli ospiti di Casa Serena. Vero é che di questi tempi le leggi di mercato, quelle legate alla domanda e all'offerta si applicano e affermano in tutti i campi e settori, ma..". Né il Comune, né la città né i singoli cittadini dovrebbero pagare per un conforto religioso cui viene dato un prezzo. "E' come se, nello specifico il comune di Sassari avesse sottoscritto una sorta di abbonamento: c'è un servizio, c'è qualcuno che vende e qualcuno che acquista - chiude Desirè Manca -. Quel che accade, senza stravolgere la realtà delle cose ne mancare di rispetto al credo e al credente, è che a palazzo Ducale si acquistano con soldi pubblici dei servizi che dovrebbero essere gratuiti, si acquistano per un anno, alla stregua di una fornitura di patate. E'  proprio vero, non c' è  più  religione".


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