Il Museo Ciusa di Nuoro si arricchisce di due nuove sale

di Daniela Piras
La madre dell'ucciso
La madre dell'ucciso
Due nuove sale al Museo Francesco Ciusa. Ad un anno dalla riapertura del museo, il percorso espositivo Sardegna 900, dedicato alla produzione artistica in Sardegna nella prima metà del secolo scorso, si arricchisce di due nuove sale espositive. Una è dedicata a Mario Delitala, grazie al prestito del Comune di Nuoro di tre lunette decorative. In particolare ci sarà anche “La cacciata dell’arrendadore“, ispirata a un episodio della storia di Nuoro del 1772, simbolo del riscatto di un popolo e dell’affermazione della sua identità. La seconda sala espositiva è dedicata a Salvatore Fancello (Dorgali, 1916-1941), Costantino Nivola (Orani, 1911-1988) e Giovanni Pintori (Tresnuraghes, 1912-1999 ), i cosiddetti “Sardi dell”Isia”, altri tre pittori molto importanti nel panorama dell’arte contemporanea isolana. Si tratta di una celebre scuola costituita dall’Umanitaria di Milano a Monza: dal 1922 al 1943 fu un’eccezionale fucina di talenti, dove insegnarono figure di rilievo come Arturo Martini, Marino Marini, Pio Semeghini e Giuseppe Pagano. Il percorso “Sardegna 900”. Con la riapertura del Museo CIUSA, gli spazi dell’ex tribunale di Nuoro ospitano un nuovo percorso espositivo dedicato agli artisti della scuola pittorica sarda della prima metà del secolo scorso, che vede riunite le opere più importanti del MAN. Nata dall’accorpamento di quattro raccolte pubbliche (Provincia di Nuoro, Comune di Nuoro, Camera di Commercio di Nuoro, Ente Provinciale del Turismo) e successivamente cresciuta grazie a un’attenta politica di acquisizioni e comodati, la collezione del MAN custodisce lavori di artisti nati o attivi in Sardegna, coprendo un arco temporale che va dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. Un corpus di oltre 600 opere che al proprio interno annovera alcuni tra gli autori più importanti, nonché alcune opere chiave della storia dell’arte in Sardegna, come "Sa ria di Antonio Ballero","La fede" di Mario Delitala (parte del ciclo decorativo della sala consiliare del Comune di Nuoro), "Donna con frutta" di Giovanni Ciusa Romagna, "Contadino alla fonte" di Giuseppe Biasi e numerose altre. Opere che consentono di percorrere le più importanti tappe della storia dell’arte della prima metà del Novecento in Sardegna, caratterizzata da una riscoperta delle iconografie tradizionali, dei costumi e dei riti quotidiani, attraverso la quale gli artisti si propongono di promuovere una nuova visione dell’isola, celebrandone i valori autoctoni, il primordio, il mito della terra incontaminata e della genuinità del popolo sardo, contrapposti all’omologazione della modernità. Il percorso si chiude idealmente con l’opera di matrice cubista "L’ombra del mare sulla collina", di Mauro Manca, che inaugura una nuova fase della pittura in Sardegna, segnando uno spartiacque tra le esperienze figurative della scuola regionale e quelle astratte che si sarebbero affermate da lì in avanti.


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