vinyls
Il ritiro della Ramco,
la lettera con i motivi
Per martedì 18 previsto un incontro a Roma
di Monia Melis
(foto: SassariNotizie.com)
PORTO TORRES. È arrivata ieri pomeriggio al ministero dello Sviluppo la lettera degli arabi della Ramco che ha bloccato la trattativa sul futuro degli impianti della Vinyls e della chimica in Italia. Sono tre le ragioni principali elencate da Answar Al Qwasmi, managing director della multinazionale araba.
I tre motivi. Nel testo si legge che le ragioni sono: «la richiesta economica fatta dai commissari per la vendita dei beni Vinyls; l’esclusione delle saline di Assemini e il parco serbatoi “Utta” dal pacchetto di beni con richiesta di Eni di trattarli con un tavolo di lavoro separato. Si tratta di elementi indispensabili per la buona riuscita del progetto; la restituzione della concessione della banchina del sale all’ente portuale di Porto Marghera da parte di Eni».
Sono queste le ragioni che hanno portato Ramco, l'unica società che ha presentato una manifestazione di interesse alla scadenza del bando di cessione, scaduto il 24 aprile.
Le tappe. Dopo l'incontro a Roma della scorsa settimana tra Eni e Ramco l'accordo sembrava quasi cosa fatta. Si era data un'ennesima data dopo tanti rinvii, entro quindici giorni (tra una settimana, ndr) sarebbe arrivata qualche notizie, forse l'accordo. E invece ieri la notizia che ha sorpreso Eni, ministero e ovviamente i lavoratori in lotta da due mesi e mezzi all'Asinara, diventata Isola dei cassintegrati.
Ieri l'incredulità viaggiava sul web, nella bacheca di Facebook del gruppo dei cassintegrati, si rincorrevano i post tra la disperazione dei protagonisti e la solidarietà di tanti tra i quasi 99mila sostenitori. Nel blog tanta rabbia l'incredulità di chi segue la storia umana dei cassintegrati mobilitati da mesi.
Il ministero dello Sviluppo economico e il governo. Le istituzioni locali, i sindacati e anche i lavoratori premono sul governo che ha un'alta partecipazione statale sull'Eni. E il ministero ha chiesto infatti spiegazioni più dettagliate alla società araba e ha organizzato un incontro per martedì prossimo, 18 maggio.
L'Eni. La notizia avrebbe colto di sorpresa anche i vertici dell'Eni. Leonardo Bellodi, presidente di Syndial (società del gruppo) dice che il tavolo di Roma è stato lasciato con una sensazione di ottimismo, con una sorta di pre-accordo tra Eni e Ramco.
I tre motivi. Nel testo si legge che le ragioni sono: «la richiesta economica fatta dai commissari per la vendita dei beni Vinyls; l’esclusione delle saline di Assemini e il parco serbatoi “Utta” dal pacchetto di beni con richiesta di Eni di trattarli con un tavolo di lavoro separato. Si tratta di elementi indispensabili per la buona riuscita del progetto; la restituzione della concessione della banchina del sale all’ente portuale di Porto Marghera da parte di Eni».
Sono queste le ragioni che hanno portato Ramco, l'unica società che ha presentato una manifestazione di interesse alla scadenza del bando di cessione, scaduto il 24 aprile.
Le tappe. Dopo l'incontro a Roma della scorsa settimana tra Eni e Ramco l'accordo sembrava quasi cosa fatta. Si era data un'ennesima data dopo tanti rinvii, entro quindici giorni (tra una settimana, ndr) sarebbe arrivata qualche notizie, forse l'accordo. E invece ieri la notizia che ha sorpreso Eni, ministero e ovviamente i lavoratori in lotta da due mesi e mezzi all'Asinara, diventata Isola dei cassintegrati.
Ieri l'incredulità viaggiava sul web, nella bacheca di Facebook del gruppo dei cassintegrati, si rincorrevano i post tra la disperazione dei protagonisti e la solidarietà di tanti tra i quasi 99mila sostenitori. Nel blog tanta rabbia l'incredulità di chi segue la storia umana dei cassintegrati mobilitati da mesi.
Il ministero dello Sviluppo economico e il governo. Le istituzioni locali, i sindacati e anche i lavoratori premono sul governo che ha un'alta partecipazione statale sull'Eni. E il ministero ha chiesto infatti spiegazioni più dettagliate alla società araba e ha organizzato un incontro per martedì prossimo, 18 maggio.
L'Eni. La notizia avrebbe colto di sorpresa anche i vertici dell'Eni. Leonardo Bellodi, presidente di Syndial (società del gruppo) dice che il tavolo di Roma è stato lasciato con una sensazione di ottimismo, con una sorta di pre-accordo tra Eni e Ramco.
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