Inquinamento

Marea nera, dov'è il rimborso E.On?
Lo chiedono gli ambientalisti del Grig

In particolare sottolineano che non c'è nessuna notizia sui risarcimenti per danno ambientale, promessi dalla multinazionale
SASSARI. Ancora una volta l'associazione ambientalista Gruppo d'intervento giuridico richiama l'attenzione sulla cosidetta "marea nera", lo sversamento di una grossa quantità di olio combustibile destinato alla centrale di Fiume Santo di Porto Torres. A quasi quattro mesi dall'episodio in una nota stampa gli ambientalisti ribattono che non c'è nessuna notizia riguardo le necessarie azioni per il risarcimento del danno ambientale: argomento di cui si parlerà oggi in consiglio comunale, grazie a una mozione dei consiglieri comunali, Francesco Era e Antonio Cardin, che chiedono anche un nuovo piano della sicurezza oltre alla dichiarazione della contrarietà alla realizzazione di nuovi depositi di olio combustibile.

Gli ambientalisti sottolineano anche che non c'è nessuna notizia relativa all’eventuale conclusione delle operazioni di ripristino ambientale in mare e sul litorale, nessuna notizia riguardo l’annunciata campagna promozionale, come anche provvedimenti migliorativi delle condizioni di effettuazioni delle operazioni di carico/scarico materiali inquinanti sulle coste.

La ricostruzione dei fatti. L’11 gennaio 2011 dalla centrale termoelettrica E.On di Porto Torres (SS) - dotata di certificazione EMAS ISO 14001 sul piano del rispetto dell’ambiente - di Porto Torres è uscita una marea nera che ha inquinato decine di 20 chilometri di coste del Golfo dell’Asinara, dall’Asinara stessa e Stintino fino a S. Teresa di Gallura. La Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’indagine penale per accertare le responsabilità, mentre sono state avviate le operazioni di bonifica, molto più complesse di quanto è stato reso noto e, molto probabilmente, si prevedeva inizialmente.
Sono emerse, poi, denunciano nella stessa nota, le incredibili carenze nei sistemi di prevenzione rischi e di protezione del mare, per non parlare dell’inesperienza delle squadre di bonificatori ambientali che – un bel giorno – si son visti letteralmente portar via i sacchi contenenti il catrame raccolto da una prevedibilissima mareggiata. Ancor più gravi sono le carenze relative alle informazioni sullo stato dell’ambiente, visto che – a distanza di settimane dal fatto dannoso (11 gennaio 2011) – non si sapeva nemmeno quanti litri di combustibile sono finiti in mare (le stime andavano da 18.000 a 45.000 litri). E ha stupito loro anche l’assenza di notizie riguardo i necessari provvedimenti ripristinatori (artt. 299 e ss. codice dell’ambiente) e di risarcimento dei danni (artt. 311 e ss. codice dell’ambiente) che il Ministero dell’ambiente e le altre Amministrazioni pubbliche competenti (Regione, Enti locali) devono adottare in casi simili.
Infatti, si tratta, senza dubbio, sostengono gli ambientalisti, di una situazione di grave danno ambientale, come prevista dall’art. 300 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (codice dell’ambiente).
Gli impegni del volontariato e delle amministrazioni locali non possono e non devono sostituire gli obblighi di chi – per negligenza o errore – ha causato un danno così grave all’ambiente e al contesto economico-sociale.
Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra fin da subito (15 gennaio 2011) hanno chiesto al Ministero dell’ambiente, alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Sassari, all’Ente parco nazionale dell’Asinara e ai Comuni costieri interessati (Porto Torres, Sorso, Stintino, S. Teresa di Gallura) di svolgere l’azione per danno ambientale per far pagare i responsabili. Successivamente (5 febbraio 2011) hanno richiesto quali provvedimenti avessero specificamente adottato.
Queste le risposte pervenute, riepilogano gli ambientalisti:
- il Comune di Stintino (nota n. 2384 del 14 marzo 2011) ha comunicato di essersi attivato con attività di monitoraggio e di bonifica ambientale con varie modalità, in coordinamento con le altre amministrazioni pubbliche coinvolte, ricordando che il 28 febbraio 2011 la Società E.On. ha predisposto il piano di caratterizzazione (art. 242, comma 3°, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), poi in esame delle amministrazioni pubbliche interessate;
- il Comune di Porto Torres (nota n. 5491 del 21 marzo 2011) ha comunicato d’essersi prontamente attivato con monitoraggi con i propri mezzi, partecipando agli incontri fra amministrazioni pubbliche (in particolare “con il coordinamento della Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna attraverso il Comitato di Coordinamento e di Vigilanza in materia di inquinamento da idrocarburi”), con “richieste di intervento e di bonifica inviate alla società E.On. Produzione spa”. Inoltre, “dal Comando di Polizia Locale sono state … svolte attività di polizia giudiziaria”;
- la Provincia di Sassari (nota n. 12586 del 22 marzo 2011) ha comunicato di essersi da subito attivata con attività di monitoraggio e di bonifica ambientale con varie modalità, in coordinamento con le altre amministrazioni pubbliche coinvolte, ricordando che il quantitativo sversato in mare – dagli atti della Società E.On. – risulta di 47 metri cubi, e le 450 tonnellate di quantitativo spiaggiato asportate risultano con “una composizione del 5% di olio combustibile e il 95% di sabbia;
- la Presidenza della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 6356 del 22 marzo 2011) ha comunicato di aver prima istituito un comitato interassessoriale per “vigilare e … coordinare le azioni volte al ripristino ambientale dell’area interessata dall’evento”, poi – previa deliberazione Giunta regionale n. 4/2 del 31 gennaio 2011 – il Comitato di vigilanza e di coordinamento in materia di inquinamento da idrocarburi in seguito all’incidente occorso sulla costa del nord Sardegna in data 11 gennaio 2011affinché le azioni volte alla bonifica, al ristoro dei danni subiti e al ripristino dell’immagine turistica della zona avvengano in modo celere e coordinato”, predisponendo anche “una campagna promozionale mirata al rilancio dell’immagine turistica dei territori coinvolti” e “per evitare il ripetersi di simili incidenti”;
- il Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare – Direzione generale per le valutazioni ambientali (nota n. 6582 del 22 marzo 2011) ha semplicemente contattato la Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche per la fornitura delle informazioni a carattere ambientale richieste. In seguito non è pervenuta alcuna informazione.

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Immagini articolo
  • I lavori di bonifica a Porto Torres (foto: Ufficio stampa Comune di Porto Torres)