A Tula nasce il Comitato pro Zona Franca

 (foto: Comune di Tula)
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Anche Tula affronta in maniera concreta il tema della Zona Franca. Nasce un comitato pro Zona Franca e il presidente Claudio Meloni spiega le ragioni e igli obbiettivi di questa scelta


"A Tula nasce un Comitato Cittadino Pro Zona Franca. Penso, infatti, che sia doveroso informare i sardi in merito a una clamorosa notizia passata per i più inosservata: con la sentenza nr. 154 del 4 luglio 2017 sulla cosiddetta “vertenza entrate” la Corte Costituzionale (a pagina 18) ha in pratica reso nulle, vanificandole, molte imposte fiscali (Iva-Irpef-Irpeg) e le accise sui beni di consumo, per esempio alcolici e carburanti, per i residenti in Sardegna. Anche le utenze di gas ed energia elettrica dovrebbero essere esenti da tasse quali Iva e accise almeno dal 2010, come testualmente recitato: «Il danno lamentato dalla Regione Sardegna ricorrente viene superato in conseguenza dei vantaggi ottenuti con l’accordo stipulato in data 21 luglio 2014 (accordo Renzi-Pigliaru), dei cui obblighi non può sostenersi l’inadempienza dello Stato dopo che lo stesso ha dato attuazione all’art. 8 dello Statuto Sardo con l’emanazione del D.lgs. nr. 114/2016, in tal modo eliminando la causa principale degli squilibri finanziari lamentati dalla Regione Sardegna». Con ciò la Corte Costituzionale conferma che ai sensi del D.lgs. nr. 114/2016 la Regione Sardegna è stata autorizzata a concedere (retrodatandone la decorrenza al 2010) tutti i vantaggi fiscali previsti dalle direttive nr. 69/75/CEE e nr. 69/74/CEE e dai regolamenti nr. 918/1983 e nr. 2504/1988, ovvero quelle compensazioni fiscali che spettano ai residenti nell’isola.

Quanto sopra in considerazione delle modifiche al titolo V della Costituzione, dove lo Stato riconosce le autonomie locali quali enti esponenziali preesistenti alla formazione della Repubblica. Enti esponenziali delle popolazioni residenti in un determinato territorio e tenuti a farsi carico dei loro bisogni. I Comuni sono pertanto divenuti enti territoriali di base con autonomia statutaria, organizzativa, amministrativa, impositiva e finanziaria. Essi rappresentano, curano e promuovono lo sviluppo della comunità locale e sono i principali destinatari delle funzioni amministrative poiché più vicini al cittadino e ritenuti più idonei a esercitare i compiti amministrativi (municipalismo d’esecuzione). Con la legge 5 maggio 2009 nr. 42, “Delega al governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art. 119 della Costituzione”, si definiscono i principi fondamentali di coordinamento del sistema tributario, con riferimento alla potestà legislativa attribuita dai rispettivi statuti alle Regioni a statuto speciale e alle Provincie autonome in materia di tributi regionali, provinciali e locali.

Da ciò si evince che i sindaci, grazie alla legge 5 maggio 2009 nr. 42, hanno pieno potere e possono individuare forme di fiscalità di sviluppo ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettera mm e alle condizioni di cui all’art. 16, comma 1, lettera d. Perciò, alla luce delle leggi vigenti, essi possono deliberare le agevolazioni fiscali sulla zona franca al consumo.
La dolosa mancata applicazione della normativa ha causato numerosissimi processi fallimentari di esercizi commerciali e imprenditoriali grandi e piccoli e potrebbe vedere coinvolti politici a ogni livello e funzionari dell’Agenzia delle Entrate della Sardegna, ora potenzialmente esposti e eventuali ricorsi legali – dal possibile risvolto devastante – da parte della popolazione sarda. Senza considerare le aziende petrolifere, che non hanno indotto i titolari della distribuzione dei carburanti a porre in essere detta normativa e che di conseguenza potrebbero incorrere nel reato di evasione fiscale per illecito arricchimento. Ecco perché alcuni Comuni sardi (Comuni di Quartu, Domusnovas, Sarroch e ultimo Giave) stanno provvedendo in proprio (alla data odierna non vi sono stati ancora ricorsi
avverso le loro delibere), forti del potere che la Costituzione e le varie leggi conferiscono, e hanno iniziato a pensare autonomamente alle comunità amministrate, onde ristabilire quella legalità da
troppi anni sospesa in Sardegna, volendosi tutelare per eventuali responsabilità in merito. Vergognoso è ora l’accanimento nei confronti della Sindaca di Giave, su cui si sta gettando fango con il sol
intento di intimidirla e di screditarla e alla quale, invece, io faccio i miei complimenti, sperando che non ceda alle angherie e ricordandole le parole di Mahatma Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”. Dovrebbe far riflettere l’assordante silenzio proveniente dal Governo e dalla Regione Autonoma della Sardegna, la quale si sta affidando a dichiarazioni estemporanee dell’uno e dell’altro, senza prendere ufficialmente posizione e senza affrontare in modo istituzionale la questione, naturalmente supportando le proprie ragioni con disposizioni di legge.

In conclusione, che cosa possono fare i sardi per ristabilire la legalità? Personalmente, essendo un zona franchista della prima ora, mi sono relazionato per oltre tre anni (prima da Consigliere Comunale
e poi da semplice cittadino) con le istituzioni locali e regionali, pur ricevendo rare, elusive e pretenziose risposte in merito all’applicazione del regime fiscale riguardante la Zona Franca della Sardegna e quindi anche Tula. D’accordo con alcuni compaesani, pertanto, si è deciso di costituire anche in paese un Comitato Cittadino, affiliato al Movimento Zona Franca Sardegna, con l’obiettivo di ottenere (con ogni modo o con ogni mezzo lecito che sarà ritenuto opportuno o necessario) dalle pubbliche autorità, locali in primis e poi regionali e statali, l’applicazione della fiscalità di vantaggio nel Comune di Tula, già prevista per la Zona Franca con la delibera nr. 14 del 22 maggio 2013 per mezzo di una mozione
fortemente proposta e voluta dall’allora Gruppo di Minoranza (oggi espressione della Maggioranza), votata all’unanimità dal Consiglio Comunale. Perciò, con il proposito di stimolare e coadiuvare
fattivamente l’Amministrazione Comunale, il Comitato è intenzionato a promuovere ogni iniziativa utile per il raggiungimento dell’obiettivo sociale, onde tutelare i diritti dei tulesi riguardo alla Zona Franca e alla fiscalità in essa da applicare, in particolare informando i cittadini – con riunioni e con
campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica anche mediante stampa e tv – e tutti gli organi istituzionali, che hanno il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta per garantire la tutela di
tale diritto.

Il Comitato, inoltre, si porrà quale canale di comunicazione e di raccordo fra il Movimento Zona Franca Sardegna e le attività (partite Iva), i pensionati e i dipendenti pubblici e privati, che riceverebbero da tale regime fiscale i seguenti benefici: la possibilità di fatturare e di acquistare in esenzione di Iva, il pagamento dei contributi dei propri dipendenti a totale carico dello Stato, la non corresponsione di dazi e di accise dove previsti, l’esenzione o la riduzione sino al 12.50% dell’IRPEF. A tal fine si avvierà una campagna volta all’iscrizione delle varie categorie (partite Iva, dipendenti, pensionati) presenti sul territorio comunale sia al Movimento Zona Franca Sardegna, che presterà consulenza fiscale o tributaria con gli studi legali convenzionati, sia al neo Comitato Cittadino."

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