Sciopero generale Cgil a Sassari
La manifestazione più imponente

L'adesione a livello nazionale è stata del 58 per cento
di Valentina Guido
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Il corteo ammantato di bandiere rosse della Cgil è partito intorno alle 10 da via Budapest e alle 11.15 era già in piazza d'Italia. Allo sciopero generale hanno partecipato più o meno in 7mila secondo il sindacato: un numero approssimato probabilmente per eccesso, ma è stato evidente che anche in città gli scontenti sono parecchi, come nelle altre 100 piazze italiane che stamattina si sono riempite di palloncini rossi. Secondo il direttivo nazionale, l'adesione allo sciopero è stata del 58 per cento.

Insegnanti, precari, cassintegrati, disoccupati e pensionati erano in maggioranza, proprio le categorie più danneggiate dalla crisi. E non mancavano nemmeno i politici di centrosinistra: oltre al sindaco di Sassari Gianfranco Ganau e alla presidente della Provincia Alessandra Giudici, erano presenti il consigliere regionale Mario Bruno, il deputato Guido Melis e il segretario regionale Pd Silvio Lai. Ma sul palco allestito davanti a palazzo Sciuti la parola è stata lasciata ai rappresentanti delle categorie che in questo periodo hanno più da recriminare: gli operai dell'indotto del Petrolchimico di Porto Torres, i lavoratori della scuola, i pensionati del sindacato Spi, le donne dell'associazione NoiDonne2005, gli immigrati rappresentati da Siam del Dipartimento immigrazione Cgil, gli archeologi sfruttati le cui problematiche sono state illustrate da Laura Soro e Florinda Corrias dell'Ana.

Spazio, inoltre, ad Antonio Canu del Comitato acqua pubblica, che ha ricordato il referendum del 12 e 13 giugno. «Due quesiti e due sì per dire che anche la privatizzazione del'acqua ha un legittimo impedimento: l'acqua è nostra». Anche Franca Puggioni del Comitato No al nucleare ha rammentato «che il 15 e 16 maggio, al referendum, bisognerà votare Sì per dire No ad una Sardegna nuclearizzata».

Al corteo hanno preso parte i consiglieri comunali di Porto Torres e i sindaci di Bonorva, Florinas, Ozieri e Cossoine. Quest'ultimo, Alfredo Unali, è arrivato a Sassari accompagnato da una folta rappresentanza di cittadini, soprattutto famiglie e bambini. «Sono qui per protestare contro il Piano di dimensionamento scolatisco voluto dall'assessore provinciale Rosario Musmeci- ha detto alla piazza- e anche contro l'assessore regionale Sergio Milia che lo ha recepito. Dopo lo sportello delle Poste, hanno chiuso anche la scuola a Cossoine, ma noi non ci siamo e presenteremo un ricorso urgente al Presidente della Repubblica».

Erano presenti Antonio Rudas, segretario Cgil Sassari, tra i principali promotori dello sciopero generale, Enzo Costa della segreteria regionale e Sara Sorrentino, segretaria nazionale, che ha preso la parola in chiusura della manifestazione. Lo sciopero generale era appoggiato, inoltre, dall'Associazione nazionale pazienti autistici. Secondo il sindacato, venti pullman carichi di manifestanti sono arrivati in città da Castelsardo, Nulvi, Sedini e Porto Torres.

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