«Sanità e scuola, così non va»
Voci dalla piazza in sciopero

«Lasciate ogni speranza voi ch'entrate»
di Valentina Guido
 (foto: SassariNotizie.com)
(foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. “Tutti questi interventi vanno bene, ma non si sta parlando della sanità pubblica che a Sassari è un disastro”. Nicoletta ascolta le parole pronunciate sul palco in piazza d'Italia e commenta così lo sciopero: “Sono venuta qui da Alghero per i precari e per la nostra sanità, che purtroppo non è paragonabile a quella francese”. Lei ha 67 anni, di cui 30 trascorsi a Lione. Una grave patologia oncologica sta minacciando gli anni della pensione. “In Francia ho lavorato prima come segretaria delle scuole italiane, poi nel settore delle pulizie. Un giorno mi hanno scoperto un nodulo alla gola, e per fortuna è stato rimosso in tempo. Ma devo fare visite frequenti per tenere sotto controllo la malattia”. E proprio qui entra in gioco il difetto principale della sanità del nord Sardegna: la lunghezza delle liste d'attesa. “A Lione venivo visitata ogni due mesi. Qui mi hanno chiesto di aspettare 8 mesi! Altro che prevenzione: così ci uccidono”. Una sola soluzione: “Non mi posso permettere la sanità privata e così non posso far altro che ricorrere agli incozzi. Non vorrei farlo, ma è una necessità per me. E chi non ha santi in paradiso come fa?

Poco distante c'è Roberto, insegnante precario. Alle sue spalle, la Funzione pubblica Fp-Cgil porta in processione il Lavoro rinchiuso in una bara. E nessuno sa meglio di Roberto quanto sia difficile trovare un posto stabile nella scuola. Dopo la Sis e un'esperienza altamente formativa negli Stati Uniti, è tornato a Sassari per fare il sostituto della sostituta: la titolare della cattedra è malata e la sostituta è in maternità. Per ora, insegna italiano nella scuola media numero 3 e il suo contratto scade a metà maggio. “Mi manderanno via e poi mi chiameranno a giornata per gli esami. Ci sarebbe quasi da rifiutare, ma non posso lasciare i miei alunni di terza”.

Ed ecco alcuni degli slogan che hanno colorato la piazza: Han promesso monti e mari, son di più solo i precari - Diritti disuguali meno diritti per tutti - Meno Libia più libri - I bambini non sono bagagli: Gelmini smettila con i tagli. Infine, un infernale Dante Alighieri vestito di rosso che recita “Lasciate ogni speranza voi ch'entrate”.

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: SassariNotizie.com)
  •  (foto: SassariNotizie.com)