Sassari, Poste italiane è un'azienda in rosa. Il 58 % dei direttori degli uffici è donna

Si ispira ad Andy Warhol e ai suoi celebri ritratti la cartolina che Poste Italiane ha realizzato in occasione della “Festa della Donna” e che sarà distribuita gratuitamente, fino ad esaurimento, alle donne che entreranno negli uffici postali di Sassari in via Brigata Sassari e via Luna e Sole.
Saranno disponibili anche quattro francobolli dedicati al genio femminile italiano, emessi dal Ministero dello Sviluppo Economico e appartenenti alla serie tematica “Le eccellenze del sapere”: un omaggio al mondo femminile che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di Poste Italiane fin dalla sua nascita, a metà dell’Ottocento, quando in azienda arrivarono le prime telegrafiste.

La provincia di Sassari è un esempio concreto dell’integrazione della componente femminile in tutti gli ambiti aziendali. Sono infatti donne il 70% di tutti i dipendenti (primato in Sardegna- 16% in più della media nazionale) e in tutto il territorio sono 14 gli uffici postali composti esclusivamente da personale femminile. Oltre agli uffici postali di Sassari in via Ungaretti e via Fratelli Rosselli, sono applicate solo donne negli uffici di: Benetutti, Bonorva, Bultei, Castelsardo, Mores, Nule, Pattada, Perfugas, Ploaghe Santa Maria La Palma, Stintino e Usini.
Poste Italiane rimane una delle aziende con la più alta presenza femminile in Italia e oggi, infatti, le donne rappresentano circa il 54% della popolazione aziendale e guidano, in media, il 58% degli uffici postali e svolgono ruoli dirigenziali di primo piano a partire dalla Presidente di Poste Italiane, Bianca Maria Farina.

La presenza femminile in Poste Italiane è resa possibile anche grazie alle molteplici politiche aziendali per le pari opportunità e alle numerose iniziative in tema di welfare.
Poste Italiane, inoltre, tutela la maternità e la paternità garantendo ai lavoratori un trattamento migliore rispetto a quanto previsto dalla normativa: durante il congedo di maternità eroga il 100% della retribuzione per tutti i cinque mesi di astensione dal lavoro, rispetto al pagamento dell’80% previsto dalla legge, mentre i genitori che utilizzano il “congedo parentale” nei primi sei anni di vita del bambino, ricevono l’80% della retribuzione per i primi due mesi, invece del 30%.



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