inquinamento

Marea nera e il risarcimento E.On:
la posizione del consiglio comunale

Alcune spiagge sono ancora chiuse a quattro mesi dall'incidente
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Era urgente e lo è ancora, a quasi quattro mesi dall'incidente che ha causato la cosiddetta "marea nera", punteggiato di catrame le acque delle spiagge del Nord Ovest e colorato di nero gli scogli del Golfo dell'Asinara. Questo pomeriggio il consiglio comunale ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno proposto dai consiglieri del Psd'Az, Francesco Era e Antonio Cardin che chiede azioni concrete per ottenere un congruo risarcimento da parte della multinazionale E.On (promesso a tempo debito anche dal governatore Ugo Cappellacci), la chiusura degli obsoleti gruppi a olio combustibile della centrale di Fiume Santo, tenuti aperti a suon di deroghe, un piano di sicurezza adeguato e la dichiarazione di contrarietà all'apertura di nuovi depositivi per l'olio combustibile. Segnale, questo, che indicherebbe quanto sia lontana l'ipotesi di fermo per i gruppi 1 e 2 alimentati appunto dall'olio combustibile.

L'ordine del giorno è stato modificato grazie a una mozione d'ordine proposta dal consigliere Efreem Carta (Pd) che proponeva un aggiornamento del testo poi deciso nella conferenza dei capigruppo. Il documento era stato infatti scritto il 23 gennaio e consegnato il 2 febbraio a pochi giorni dall'incidente che ha visto, sversate in mare, migliaia di litri di olio combustibile destinate alla centrale E.On di Fiume Santo. Grumi di catrame sono arrivati sulle spiagge e hanno macchiato gli scogli: da Platamona fino a Stintino, da Marritza fino addirittura a Santa Teresa di Gallura. L'inquinamento ha coinvolto l'intero litorale del Golfo dell'Asinara insieme ai parchi naturali, come puntualizza l'ordine del giorno e il consigliere Era, c'è stato rischio che la marea nera arrivasse fino alla Corsica, in territorio francese. Ancora oggi, nonostante le operazioni di bonifica, pagate da E.On, alcune spiagge sono ancora chiuse e non si hanno notizie dei risarcimenti, anche economici, promessi per il danno ambientale e di immagine a poche settimane dall'inizio della stagione turistica.

Sui tempi lunghi del consiglio comunale, sono passati ormai quattro mesi, e l'urgenza del tema il consigliere Era sottolinea che si aspettava: «Una maggior sensibilità, al di là delle polemiche, perché i cittadini e gli imprenditori stanno attenti all'operato della seconda città sarda. In primo luogo sono gli enti che devono tutelare il territorio, perché si può produrre senza inquinare. È lo stesso discorso dei poligoni militari (il collegamento qui è al caso Quirra e all'indagine della magistratura in corso), si possono fare le esercitazioni ma ci sono dei limiti da rispettare».

Accettate le modifiche che non incidono sostanzialmente il contenuto dell'ordine del giorno, la votazione non ha riservato nessuna sorpresa. Approvazione all'unanimità. Tra le richieste anche quella della bonifica dell'area e della rapida conclusione delle opere di caratterizzazione, ancora in corso.



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