Da Stati Uniti e Europa per incontrare gli artigiani produttori di mobili

Sono 25 le imprese artigiane di mobili e arredi, tessuti e tappeti, ceramiche artistiche, sughero, ferro, pietre, legno e vetro lavorato ma anche di forni a legna e di altre lavorazioni artistiche che, da tutta la Sardegna e dall’Abruzzo, giovedì 15 marzo a Oristano, presso i locali del Museo Diocesano Arborense, incontreranno 14 buyer provenienti da Stati Uniti, Germania, Bulgaria e Polonia.

L’evento, 10 ore di incontri e 144 contrattazioni business to business
tra produttori e compratori, interior designers e rivenditori esteri,
sarà una vera e propria “vetrina” di presentazione dei prodotti “Made
in Sud” verso i mercati internazionali interessati. L’incoming sardo, organizzato dall’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane in collaborazione con Confartigianato, nell’ambito del Piano Export Sud 2, attività a favore delle PMI delle Regioni del Mezzogiorno, ha l’obiettivo di sviluppare e consolidare la conoscenza della realtà produttiva di Arredo e Complementi del Meridione d’Italia e di favorire il processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del settore.

Il programma prevede giovedì 15 marzo alle 9.00 l’apertura delle
contrattazioni con i saluti del Presidente Regionale di
Confartigianato Imprese Sardegna, Antonio Matzutzi, della
Rappresentante dell’ICE-Agenzia, Daniela Luca e della trade analyst
dell'Ufficio ICE-Agenzia di Sofia, Todorka Tzvetkova. La giornata
proseguirà con gli incontri business to business fino a sera.

Il giorno seguente, venerdì 16 sarà dedicato alle visite aziendali
rappresentative delle eccellenze e delle peculiarità del territorio
esclusivamente per i buyer esteri. Il percorso prevede la partenza
della comitiva da Oristano che raggiungerà Senorbì per la visita alla
Sudlegno. Successivamente tappa a Guasila da Erminio Caria, Mogoro da
Su Trobaxiu, Samugheo da Urru e Simaxis da Tek Ref. Chiusura la sera a
Oristano alla CMA.

Secondo Confartigianato Sardegna, per le circa 2000 imprese e oltre
3.000 dipendenti, di cui 114 aziende che fabbricano prodotti in
ceramica di uso domestico e ornamentale, la via maestra in tempo di
crisi è ormai quella dei mercati stranieri, dove a fare la parte del
leone ci sono non solo i mercati dell’arredo domestico, ma anche e
soprattutto quelli di alberghi e negozi che richiedono elementi di
gusto raffinato sia in fatto di finiture che di illuminazione tecnica
e prodotti di gamma.

“Mobili ma soprattutto bellissimi pezzi di complementi d’arredo: è
questo il Made in Sardegna e il Made In Italy che piace all’estero e
che ha radici anche nell’Isola sotto forma di piccole imprese che
mixano innovazione e design”. Parola di Antonio Matzutzi, Presidente
di Confartigianato Imprese Sardegna che parla di “riscatto di un
settore che non si dà per vinto di fronte ai prodotti dell’arredo low
cost”. “La battaglia dobbiamo combatterla soprattutto all’estero –
sottolinea il Presidente - rispondendo a una domanda esigente con
prodotti di altissima gamma; su questo terreno dobbiamo giocarci le
possibilità di vendita e crescita”.

“Le nostre piccole e medie imprese - dice Stefano Mameli, Segretario
Regionale di Confartigianato - sono forti di una tradizione familiare
nel produrre, essendo spesso imprese che si tramandano da generazioni.
Ora hanno anche capacità di innovare e attenzione al design”. “In ogni
caso – continua Mameli – lo stile italiano è sempre molto apprezzato
soprattutto quando si parla di arredi e complementi, perché le piccole
imprese hanno la capacità di offrire prodotti di qualità e di alta
gamma, ma anche per la duttilità rispetto alle esigenze della
clientela”.

Queste le imprese artigiane che parteciperanno: Sud Legno Group di
Senorbi (CA), Tek Ref di Simaxis (OR), Artigianato Pasella di
Calangianus (OT), Mariantonia Urru di Samugheo (OR), Simonetta Liscia
di Quartu Sant’Elena (CA), Falegnameria Bussu di Sassari, Casa del Mar
Ceramiche di Sandro Serra di Tempio Pausania (OT), B&B Arredamenti di
Gian Piero Bitti & c. di Nule (SS), ditta Erminio Caria di Guasila
(CA), Casu Emmegi di Albino Casu di Bitti (NU), C.M.A. Ceramica
Maestri d’Arte di Oristano, AV Metal snc di Alessio & Antonello Vilia
di Sarule (NU), Artigiantessile di Davide Spiga di Villamassargia
(CI), Cooperativa Artigiana Su Trobasciu di Mogoro (OR), Giampaolo
Mameli Ceramiche di San Sperate (CA), Falegnameria Salvatore Spano di
Olbia, Tessitura Artigiana di Annarita Cogoni di Villasimius (CA),
Roberto Ziranu di Nuoro, Tramare di Maria Cristina Boy di Cagliari,
Falegnameria GFG dei Fratelli Angotzi di Ozieri (SS), Passamonti di
Cagliari, Matteo Buccoli di San Sperate (CA), Arianna Leoni “Ceramiche
Leoni Arte” di Luras (OT) e Officina d’Arte Fabbrile di Antonio Maria
Scanu di Benetutti (SS). A queste si aggiunge l’abruzzese Alterego
Divani di Corropoli (TE).

I buyer, invece, arriveranno dagli Stati Uniti (Miami-Florida, da New
York, Santa Barbara-California e Austin-Texas), dalla Germania, dalla
Bulgaria e dalla Polonia.

“Le imprese presenti a Oristano sono state selezionate perché riescono
a soddisfare esigenze di arredo che richiamano al lusso e alla
ricercatezza del Made in Italy - riprende il Segretario - infatti i
loro prodotti sono molto richiesti per il gusto italiano che piace
alla clientela e che trasforma gli ambienti in luoghi ricercati”.
“Grazie a questi incontri business-to-business e alle visite sul
territorio – prosegue Mameli – si consente alle imprese di avere un
confronto diretto con i buyer e, quindi, con i mercati esteri “. “In
pratica mettiamo, a costo zero, le aziende nelle condizioni di
attestare l’appetibilità delle proprie produzioni – continua - per
indirizzarle verso quei mercati ritenuti più adatti a intraprendere
dei rapporti commerciali”. “Per gli imprenditori – conclude il
Segretario - è fondamentale sfruttare queste occasioni
d’internazionalizzazione offerte da iniziative come gli Incoming, che
possono garantire nuove e proficue opportunità di espansione in altri
mercati”.

Cresce l’export dei mobili e dei complementi; il 2017 si è chiuso con
una crescita di +1,7% verso i Paesi UE e +6% verso il resto del Mondo.
Per questo il design made in Italy continua a guadagnare quote del
commercio mondiale di arredamento e si conferma al terzo posto con
l’8% circa del mercato, che vale oggi complessivamente 395 miliardi di
dollari. Il portafoglio dei mercati esteri di riferimento vede in testa gli
Stati Uniti., seguiti da Svizzera e Russia.

In base ai dati rilevati lo scorso anno, le esportazioni italiane del
settore sulla fascia Alta di prezzo (relativa ai flussi mondiali di
prodotti con i prezzi più elevati) sono risultate pari ad oltre 1.8
miliardi di euro, equivalenti ad una quota di quasi il 32% della
domanda mondiale.


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