Sassari. Bagolari in via Napoli, il diritto di dissentire

Pubblichiamo la lettera pervenutaci da parte di chi non dissente con l'amministrazione comunale sull'intervento in atto sui bagolari di via Napoli

"Da qualche giorno a questa parte, alcuni articoli dei giornali locali riportano la protesta unanime dei residenti di via Napoli, contro l’abbattimento degli  alberi bagolari.
 Si legge dei cittadini residenti e non, che si oppongono all’unisono contro l’abbattimento indiscriminato della specie Celtis australis ( il bagolaro), rivolgendosi ai quotidiani e al Palazzo Ducale, in difesa degli alberi che da più di cinquant’anni fanno parte della via, e contribuiscono a quel microclima che  ne attenua l’afa durante le passeggiate estive, protetti da un folto manto fogliare.
Si prevede addirittura il futuro catastrofico legato alla desertificazione del viale alberato, sostituto da piccoli arbusti paragonati al basilico (in barba alla classificazione botanica), e ci si chiede quindi, perché non intervenire sulle radici? (in barba al sostegno della pianta e alla forza di gravità).
Arriva dunque la spiegazione tutt’altro che insensata dei tecnici comunali, che illustrano con ragionevolezza l’eventuale abbattimento, non assoluto e indiscriminato, bensì legato alla responsabilità che guarda allo stato dei marciapiedi dissestati e all’incolumità delle persone.
Pertanto, per dovere democratico e nei confronti dei cittadini residenti in via Napoli, dotati di diversa ragione e opinione, occorre osservare anche gli aspetti discordanti che escono dal coro:
Partendo dalla scelta storica che ha visto nei bagolari gli alberi ornamentali prediletti, rivelatasi legata al passato e assolutamente inadeguata, sorvolando le virtù di un apparato radicale più idoneo all’uso forestale che urbano, vista la capacità delle radici di penetrare nelle fessure di rocce e manufatti (magari sgretolandoli), per cui si ricorda l’appellativo volgare del bagolaro comunemente definito “spaccasassi”.

Così oggi si percorrono marciapiedi dissestati simili a piccole piste per motocross, per la felicità dei passeggini e delle ambite passeggiate, mentre da aprile con lo sviluppo fogliare, nei primi piani dei palazzi si riduce la luce che filtra in casa, per la felicità “ombreggiata” dei tanto acclamati residenti.
Al calar del sole inoltre, anche la luce artificiale dei lampioni viene meno, superati spesso dallo sviluppo delle ramificazioni, forse per garantire maggiore visibilità e sicurezza negli attraversamenti pedonali?
Quando si parla di sostenibilità ambientale, se si valutano costi energetici ed ecosistemici di lungo termine, costretti dal ciclico rifacimento di strade e marciapiedi dissestati, la mancanza di beneficio porterebbe alla logica adozione del solo criterio scientifico, contro le semplici opinioni (prestando attenzione a tutti certamente, ma solo in quanto tali).
Con tutto il rispetto, forse sarebbe più opportuno ambire ad una pianificazione urbana che abbia un futuro effettivamente ecosostenibile e meno ostacolato dai semplici sentimentalismi.
Quanto alle ambite passeggiate per fortuna, esistono i vicini giardini di via Venezia, con l’auspicio in futuro di avere aree più verdi ed ecologicamente uniformi, oltre la discontinuità delle aiuole, dove probabilmente non ci sarà il deserto (o il buon basilico), ma semplicemente alberature meno invasive e per giunta più ecosostenibili.
La vita è fatta di scelte consapevoli e per andare oltre il dissenso non serve bloccare tutto, occorre assumere posizioni responsabili e lungimiranti, per la salute e conseguentemente per l’ambiente.
Troppo spesso lo studio ambientale, che è argomento scientifico e complesso, viene confuso con le opinioni dei non addetti ai lavori, quasi come confondere in realtà l’umorismo del bravo Crozza, mentre interpreta la traumatica sofferenza di una zucchina minacciata dalla forchetta.
 
Augurando a tutti rispetto, ragione e buon senso

Gli altri cittadini dissidenti di via Napoli"




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