Al Vinitaly si beve sardo

di SSN
Ben 97 aziende vitivinicole sarde rappresenteranno l’Isola a Verona, dal 15 al 18 aprile, in occasione della 52esima edizione del Salone internazionale dei Vini e dei Distillati, il più famoso appuntamento mondiale dedicato al settore. Delle 97 cantine, 72 saranno ospitate negli spazi espositivi riservati dalla Regione Sardegna, oltre 1700mq allestiti nel Padiglione 8, mentre altre 25 cantine saranno presenti in maniera autonoma.
Come ogni anno, l’assessorato dell’Agricoltura in collaborazione con le Agenzie Laore Sardegna e Agris Sardegna hanno garantito assistenza agli imprenditori regionali, che hanno deciso di raccontarsi al mondo, organizzando una fitta agenda di iniziative di promozione con dibattiti, presentazioni e degustazioni aperte a esperti, appassionati e amanti dei vini, piuttosto che ai tanti visitatori che affolleranno lo spazio fieristico di Verona. Tutte le degustazioni saranno accompagnate con cibi tipici della tradizione gastronomica regionale.

Per conoscere attività, appuntamenti e soprattutto la storia e le caratteristiche delle cantine sarde presenti al Vinitaly 2018 si può visitare il sito internet www.sardegnavinitaly.it e collegarsi ai profili dedicati su Facebook, Twitter e Instagram.
L’assessore. “Un anno fa partecipai al Vinitaly ad appena un mese dal mio insediamento in Assessorato. Oggi vivrò questa esperienza alla luce dei tanti incontri fatti sui territori in dodici mesi. Lo farò con occhi diversi portando con me le idee, i suggerimenti e le proposte raccolte nelle diverse zone dell’Isola che ho visitato. Lo farò ripercorrendo le piccole e le grandi cantine dei giovani di Mamoiada, che hanno deciso di sfidare lo spopolamento investendo sulla terra per guardare al mondo intero. Lo farò nel passeggiare tra i filari delle vigne in Gallura o in Ogliastra, tra i grandi produttori della Nurra o del Sulcis passando per chi da donna e madre porta avanti con eccellenti risultati un’azienda che fino a qualche anno fa era seguita da genitori e nonni”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, che ha aggiunto: “Abbiamo ancora tanto da fare per far crescere di più questo comparto di eccellenza. Un lavoro da portare avanti nel sostenere le imprese nell’aggregazione da un lato e nell’incremento delle produzioni dall’altro. Questi due passaggi infatti sono indispensabili per dare il giusto riconoscimento sui mercati ai tanti vini sardi che in termini di qualità non hanno nulla da invidiare ai grandi nomi. Anche noi – ha concluso l’assessore – abbiamo i grandi nomi, dobbiamo solo raccontarli e gridarli più forte fuori dalla nostra Isola”.

Gli appuntamenti. Il calendario degli eventi si apre domenica 15 aprile alle ore 10.30 con la Conferenza stampa di presentazione del “Concorso Enologico Wine and Sardinia”. Dalle 11.30 alle 13.00 ci sarà l’appuntamento “Carne al coltello e vini sardi. Selezione di vini della collettiva regionale abbinati a tartare di carne di razza sarda; in collaborazione con il Consorzio Sigillo Italiano e AIS Sardegna. Dalle 14 alle 15 si terrà invece il Concorso Enologico Nazionale “Vermentino 2017”, con premiazione e degustazione dei vini vincitori. Alle 16.00 ci sarà il secondo momento della giornata dedicato alla Carne al coltello e i vini sardi.
Lunedì 16 aprile si inizia alla 10 con “Vinitaly Incoming: Incontro delegazioni estere a cura dell’Assessorato dell’Agricoltura”. Dalle 11.30 alle 13 “La Sardegna dei Territori: Il Vermentino della Gallura, di Usini, di Serdiana e di Alghero”, con una tavola a cui parteciperanno Giancarlo Gariglio, Slow Wine, Giuseppe Carrus, del Gambero Rosso, Pier Paolo Fiori, dell’Agenzia Agris Sardegna. A seguire una degustazione guidata di 4 vini accompagnati da prodotti della tradizione. Dalle 16.30 alle 18 ci si sposta nel Sulcis con “La Sardegna dei Territori: Il Carignano di Sant’Antioco, Calasetta, Santadi, Giba”. Alla tavola rotonda siederanno Antonio Boco, Winenews e Gambero Rosso, Giuseppe Carrus, Gambero Rosso, Pier Paolo Fiori, Agris Sardegna. A seguire una degustazione guidata di 4 vini accompagnati da prodotti della tradizione.

Martedì 17 aprile alle ore 10 è previsto “Vinitaly Incoming: Incontro delegazioni estere a cura dell’Assessorato dell’Agricoltura”. Dalle 11.30 alle 13 “La Sardegna dei Territori: Il Moscato di Tempio, della Marmilla, di Cagliari e di Sorso-Sennori”. Alla tavola rotonda saranno presenti Armando Castagno, critico e docente AIS, Giuseppe Carrus, Gambero Rosso, Pier Paolo Fiori dell’Agris. Seguirà quindi una degustazione guidata di 4 vini accompagnati da prodotti della tradizione. Dalle 14 alle 15.30 si terrà il “Concorso internazionale Grenache du Monde” con premiazione e degustazione dei vini della Sardegna e dei prodotti tipici. A cura dell’Agenzia Laore Sardegna, dalle 16.30 alle 18 si riparte con “La Sardegna dei Territori: Il Cannonau di Oliena, della Barbagia, di Jerzu e Mamoiada” e con la tavola rotonda a cui partecipano Maurizio Valeriani, Vinodabere e Grenaches du Monde, Giuseppe Carrus, Gambero Rosso, Pier Paolo Fiori, Agris Sardegna. A conclusione dei lavori ci sarà una degustazione guidata di 4 vini accompagnati da prodotti locali sardi.

L’ultimo giorno. La rassegna internazionale si chiuderà mercoledì 18 aprile con l’appuntamento delle 11.30 dedicato a “La Sardegna dei Territori: Il Bovale di Mogoro, del Mandrolisai, della Marmilla e di Dorgali”. Seguirà una tavola rotonda con Dario Cappelloni, Doctorwine, Giuseppe Carrus, Gambero Rosso, Pier Paolo Fiori, Agris Sardegna. L’incontro si chiuderà con una degustazione guidata di 4 vini accompagnati da prodotti della tradizione.
I vitigni. I vitigni locali più conosciuti sono sicuramente il Cannonau, il Carignano e il Vermentino, che più di altri sono radicati nell’immaginario collettivo come fortemente rappresentativi dell’identità isolana, ma anche vitigni come la Vernaccia, il Bovale, il Nuragus, la Malvasia, il Moscato e il Cagnulari che hanno diffusione maggiormente localizzata in aree specifiche di cui esprimono il carattere e il patrimonio tradizionale e culturale. Da questa vasta ricchezza di tipicità nasce un’ampia gamma di vini: dagli spumanti ai bianchi, sia giovani che evoluti; dai rosati ai rossi giovani, strutturati, invecchiati, fino ai vini dolci passiti e liquorosi.

Il valore aggiunto. In Sardegna, viti e vinificazione condividono la propria storia con le tante civiltà che si sono susseguite nei secoli, con i tanti popoli che la hanno abitata e conquistata, ma anche con le tante culture che solcando i mari del Mediterraneo hanno trasmesso conoscenze e tradizioni lontane che, ancora oggi, affondano le radici fra le colline aspre dell’interno e le coste battute dal maestrale. Su tutta l’Isola il grande valore aggiunto delle uve, in termini di tipicità e qualità, è indubbiamente dato dal clima e dalla ineguagliabile unicità ambientale: un matrimonio quotidiano tra eccellenza delle produzioni e profumi degli arbusti e delle erbe aromatiche della Sardegna.

L’attualità. Oggi l’Isola si distingue, sul panorama nazionale ed estero, per vini di eccellente qualità e personalità, con un settore in costante crescita e aggiornamento. Questa evoluzione registrata negli ultimi due decenni è dovuta sicuramente all’impegno di cooperative e piccole e medie imprese private che operano con tecnologie all’avanguardia e con il supporto della Regione Sardegna e dei suoi incentivi. Tanti viticoltori sono riusciti così a ritagliarsi un posto importante nella produzione e commercializzazione di alta qualità così da competere con le migliori cantine europee ed extra continentali. Attualmente, il comparto enologico sardo annovera infatti 15 Indicazioni Geografiche Tipiche e 18 Denominazioni d’Origine tra cui una DOCG: il Vermentino di Gallura.
Sul campo. Secondo un report del 2016, la superfice vitata in Sardegna è di 26mila e 829ettari su cui operano circa 28mila aziende. Sostanzialmente stabile negli ultimi dieci, ma enormemente al di sotto di quanto veniva coltivato nel 1984: 62mila e 469ettari. Le attuali produzioni Dop e Igp interessano, con 14mila e 783ettari, il 55,1% della superfice vitata, circa il doppio rispetto al 2006 (7504ettari e circa il 23,5%). Nel 2015 sono stati prodotti in Sardegna poco oltre 725mila quintali d’uva per 547mila ettolitri di vino. Di questi, 77mila e 650 ettolitri erano IGP e 374mila e 809 Dop.
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