Compleanno Torres: le maglie storiche e l’asta di beneficenza

Le divise da gioco realizzate per i 115 anni della Torres saranno messe all’asta e i proventi saranno interamente devoluti all’Associazione di Oncoematologia “Mariangela Pinna” Onlus.Una scelta dettata dal cuore e dall’esigenza di promuovere un progetto di così alto profilo sociale utilizzando il canale della passione dei tifosi torresini sparsi in tutto il mondo. Una passione che si trasforma in generosità per un prodotto a tiratura limitata e di altissimo profilo. Un cimelio da conservare gelosamente e acquistato per una giusta causa.L’asta si terrà martedì 24 aprile all’Hotel Il Vialetto. I dettagli su orari e sulle modalità di partecipazione (anche per chi si trova fuori Sassari)  saranno comunicati nei prossimi giorni.

L’Associazione “Mariangela Pinna” Onlus nasce nel 1992 in ricordo del giovane medico volontario presso l’Oncologia Medica.  Si occupa di assistenza ai malati oncologici grazie alle attività extra ospedaliere, organizza riunioni e visite di psicoterapia sia individuali che di gruppo; istituisce Borse di Studio per il potenziamento del Servizio di Psico-oncologia e il potenziamento dei laboratori (sport, cucina, estetica, musica etc). Promuove incontri con le scuole per parlare di prevenzione dei tumori giovanili, ha un servizio di informazione, prestato dalle volontarie in D.H./ambulatorio,  sui diritti del paziente oncologico, sui percorsi diagnostici e le attività della Associazione (P.I.S. Punto Informativo di Supporto).

L’impegno maggiore è quello di cofinanziare la costruzione del nuovo DH-Ambulatorio di Oncologia che consentirà di accorpare tutto il personale sanitario (Medici, Infermieri, OSS, Psicologi, etc) in un’unica Struttura offrendo ampi locali per le visite, terapie e sale di attesa. L’Associazione si farà anche carico di “raccogliere” donazioni che arriveranno da Enti Pubblici, Associazioni, Fondazioni, Privati, etc onde contribuire in modo importante all’acquisto degli arredi interni e alla dotazione di tecnologie avanzate (informatizzazione, reti dati, videosorveglianza, etc) che consentano di monitorare tutti i trattamenti somministrati del nuovo DH-Ambulatori.


Maglie sartoriali per i 115 anni rossoblù

Mancano sempre meno giorni alla gara di domenica che vedrà i giocatori della Torres scendere in campo con una divisa storica della quale preferiamo non svelare ancora niente. Non vogliamo mostrarvi nessuna anteprima ma possiamo parlarvi di chi si sta adoperando per realizzare i completi da gara.
A portare avanti il progetto è il mago del settore, uno che di questo mestiere ha fatto una scelta di vita, realizzando capi con una passione che lo spinge a passare ore ed ore davanti alla macchina da cucire. Parliamo di Paolo della Sartoria Sportiva di Milano che si è dimostrato subito entusiasta quando gli è stata presentata l’idea di produrre le maglie per l’anniversario.  Tutto è nato sfogliando l’album dei ricordi, guardando vecchie foto è scattata l’idea di festeggiare i 115 anni della Torres facendo indossare ai giocatori una maglia celebrativa che ripercorra la storia del club. Si è scelto tra le decine di modelli utilizzati in oltre un secolo, poi si è passati alla fase più complicata: la realizzazione.

C’è voluto un mese e mezzo di lavoro per portare a termine quanto desiderato, così tanto tempo per un semplice motivo: le maglie sono state confezionate artigianalmente, come si faceva nelle sartorie di una volta, ognuna è stata quindi cucita a mano.L’entusiasmo con il quale Paolo ci parla del suo lavoro è incredibile. Lui il calcio lo ha vissuto giocando nella Garibaldina, una società milanese della Bovisa. Dalla nonna ha invece ereditato la passione per la sartoria, affinata poi con un corso di cucito che gli ha permesso di portare avanti il suo sogno.

«Sono sempre stato affascinato dal calcio vintage ed anni fa ho iniziato col vendere maglie storiche realizzate da aziende estere, notavo però che spesso le riproduzioni non erano fedeli e poi c’era sempre il cliente che cercava un articolo non presente nel catalogo e mi dispiaceva non poterlo accontentare. Da qui è nata l’idea di mettermi in gioco, io e la mia macchina da cucire». A marzo è arrivata la chiamata della Torres, c’era una data importante alle porte e bisognava mettersi subito sotto.

«Dico sempre che il cliente comanda ed io eseguo fedelmente le richieste, stavolta però è stato più bello perché mi interfacciavo con persone appassionate, difficilmente trovo dei folli come me che curano in maniera maniacale ogni dettaglio e poi fare un lavoro direttamente per una società importante è davvero gratificante. Lo scorso anno ho fatto qualcosa di simile per i 108 anni del Pisa, per loro ho riprodotto la maglia del 1959. In quell’occasione però i giocatori scesero in campo con quella casacca ma prima del fischio d’inizio la scambiarono con una versione moderna in poliestere. La Torres invece ha fatto una scelta diversa, le maglie storiche verranno indossate anche per la gara. Questo, oltre a rendermi orgoglioso, mi ha fatto modificare alcune fasi della lavorazione, in particolar modo ho dovuto rinforzare tutte le cuciture perché ovviamente in partita le divise possono essere tirate e c’è il rischio che si strappino».  

E’ stata una corsa contro il tempo e Paolo ci svela un curioso retroscena.

«E’ uno dei pochi lavori da me realizzati in cui è stato fatto veramente tutto a mano, persino i ricami, per i quali c’è un aneddoto da raccontare. Essendo quello un procedimento particolare, parte della lavorazione è stata fatta a Sassari in un’altra sartoria perché io ero già impegnatissimo e non sarei mai riuscito a fare tutto nei tempi richiesti. La scelta dei materiali adatti e le continue prove hanno provocato inaspettati ritardi. Quanto realizzato in Sardegna doveva poi arrivare da me per l’assemblaggio finale ma rischiavamo di non farcela. Con le isole i corrieri ci mettono 48 ore per consegnare la merce, troppo tempo, se poi ci fosse stato pure un ritardo? Impossibile permettercelo e per non rischiare c’era solo una soluzione: portarli a mano, in aereo. Così è stato fatto».  

C’è qualcosa di particolare in questa tua produzione?

«Ad impreziosire il capo ci sono i numeri che non sono stampati ma sono in stoffa, cuciti, come una volta. Mi è piaciuto confezionare anche le maglie dei portieri, divisa che spesso viene messa in secondo piano che invece trovo abbia un fascino particolare. Apporre lo scudetto per me è come mettere il cuore ad un essere umano, questa volta è stato più entusiasmante del solito perché sono tutti differenti, irregolari, ognuno ha delle piccole “imperfezioni” create appositamente per far risaltare il procedimento artigianale. A dir la verità però, il momento che mi ha dato maggior soddisfazione è stato l’ultimo passaggio, quando ho applicato delle speciali etichette con il nome della mia sartoria legato al logo dei 115 anni della Torres. Lì mi sono reso conto che stavo creando qualcosa di speciale, che rimarrà alla storia e sarà un cimelio per i collezionisti che vanno matti per queste cose, anche perché la cosa bella del mio lavoro è che ogni articolo è un pezzo unico, nessuno può essere identico all’altro perché sono fatti artigianalmente, a mano».   

Siamo tutti curiosi di vedere le tue creazioni domenica prossima.

«Io sono più curioso di voi perché ho saputo che la Torres non si è limitata alle maglie storiche ma i giocatori indosseranno anche pantaloncini retrò e poi ci sarà un’ulteriore sorpresa che mi è stata confidata, un sogno per uno come me che vive di romanticismo calcistico, quello che oggi purtroppo si è perso. Non vedo l’ora di vedere le foto dell’incontro, sarà emozionante vedere il mio lavoro in un contesto completamente vintage. Colgo l’occasione per ringraziare la società per avermi scelto».   

Siamo noi a ringraziare Paolo per la professionalità dimostrata, tra lui e la Torres c’è stato da subito un grande feeling ed il rapporto è stato consolidato con un accordo che fa diventare la Sartoria Sportiva azienda partner della società rossoblù.

 

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo