il plebiscito

Referendum regionale sul nucleare
Bocciatura unanime: il Sì oltre il 97%

 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. I dati ormai definitivi dello spoglio sul referendum consultivo sul nucleare: i Sì (contrari alle centrali nucleari) raggiungono il 97,14 per cento, mentre i No si fermano al 2,85 per cento. Le percentuali sono riferite alle 1805 sezioni scrutinate sulle 1820 complessive, in base alle comunicazioni pervenute dai Comuni direttamente al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ha commentato soddifatto il risultato delle urne: «Orgoglioso e fiero di questa prova dei sardi contro il nucleare».

A urne chiuse, gli equilibri politici tra Regione e governo centrale.

Il risultato.
In tutte le otto province della Sardegna gli elettori hanno espresso la loro netta contrarietà all’installazione nell’isola di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive. Le operazioni di spoglio sono state completate nel Cagliaritano, dove i SI hanno raggiunto il 96,66 per cento, nell’Oristanese il 98,17 per cento, nel Medio Campidano il 97,77 per cento, nella provincia di Carbonia-Iglesias il 95,89 per cento e in quella di Olbia-Tempio dove i SI sono il 96,39 per cento. Nelle altre province i dati, invece, sono pervenuti parzialmente dai Comuni al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione. In particolare nel Nuorese il SI ha ottenuto il 97,78 per cento in 177 sezioni scrutinate sulle 183 della provincia, nel Sassarese i SI sono pari al 97,82 per cento in 377 sezioni sulle 381 totali, in Ogliastra i SI hanno raggiunto il 97,60 per cento in 65 sezioni su 67. Le percentuali si riferiscono alle 1.808 sezioni scrutinate sulle 1.820 totali.

L'affluenza definitiva.
877.982mila sardi , pari al 59,34 per cento degli aventi diritto, hanno votato per il referendum consultivo regionale sul nucleare nell’isola. Il dato definitivo è stato comunicato dai Comuni direttamente al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione. In provincia di Cagliari si è recato alle urne il 61,39 per cento degli elettori, nel Nuorese il 59,12 per cento, nell’Oristanese il 57,83 per cento, nel Medio Campidano il 61,59 per cento, nella provincia di Carbonia-Iglesias il 65,91 per cento, in provincia di Sassari il 59,34 per cento, in Ogliastra il 58,67 per cento e nella provincia di Olbia-Tempio il 56,73 per cento.

Le ultime rilevazioni regionali sull'affluenza al referendum consultivo sul nucleare: alle 11 di lunedì 16 maggio: ha votato il 49,61 per cento degli aventi diritto. Una percentuale che sfiora il 50 per cento, obiettivo auspicato dagli stessi promotori della consultazione. Seggi elettorali chiusi alle 15, seguiranno le operazioni di scrutinio delle schede relative al referendum consultivo regionale che precedono, nei comuni interessati, lo spoglio delle schede per le elezioni comunali.

Ieri solo a tarda sera è arrivata la certezza: il referendum consultivo sul nucleare è valido. Già nella prima giornata di voto, secondo le rilevazioni delle 22 dell'ufficio elettorale della Regione, l'affluenza è stata del 39,83 per cento. Un dato che supera di ben sei punti percentuale la soglia fissata al 33 per cento. Una soddisfazione per il fronte compatto del Sì (cioè contrario all'istallazione delle centrali) che ha visto il governatore Ugo Cappellacci (Pdl) scendere in campo in una campagna di mobilitazione in controtendenza rispetto alla posizione del governo centrale e dello stesso premier Silvio Berlusconi che ha tanto sostenuto la sua candidatura alle regionali nel 2009.
Praticamente assenti, o meglio, silenziosi i sostenitori dell'atomo nell'isola. Sarà lo spoglio che inizia dopo la chiusura dei seggi oggi, lunedì, alle 15 a decretare il parere dei sardi sul nucleare, anche se il risultato pare già scontato: una bocciatura sonora e clamorosa. Per ora la nostra è l'unica regione chiamata a esprimersi, mentre resta in forse il referendum abrogativo fissato per il 12 e 13 giugno dopo la moratoria del Governo.

La giornata di ieri è iniziata con una partecipazione timida: alle 12 poco più del 10 per cento degli elettori, alle 19 si capiva che il quorum era a un passo: 28,74 per cento.
Così con i dati ancora in arrivo il presidente della Regione Cappellacci non trattiene la sua piena soddisfazione per la partecipazione al voto «Con questo pronunciamento il Popolo Sardo dice che intende scegliere, che la nostra Isola non accetta scelte calate dall'alto e che intende invece proporsi come modello da seguire a livello nazionale e internazionale. Andiamo avanti - ha aggiunto -. Auspichiamo che i numeri crescano ancora nelle prossime ore e che questa volontà sia 'scolpita sul granito' per oggi e per il futuro».

Il traino delle amministrative. In 97 comuni sardi, tra cui i capoluoghi Cagliari, Olbia, Carbonia, Iglesias e Villacidro si è votato anche per l'elezione del sindaco. L'affluenza più alta per il referendum è infatti nelle province chiamate alle urne anche per le amministrative, anche se in tutte le province già da ieri è stato raggiunto il quorum. In provincia di Cagliari si è recato alle urne questa mattina il 50,95 per cento degli elettori, nel Nuorese il 50,48 per cento, nell’Oristanese il 49,42 per cento, nel Medio Campidano il 52,62 per cento, nella provincia di Carbonia-Iglesias il 56,81 per cento, in Ogliastra il 50,73 per cento e nella provincia di Olbia-Tempio il 47,29 per cento. In provincia di Sassari la percentuale più bassa, il 44,08 per cento, in città ieri sera si è comunque raggiunto il quorum (33,78 per cento).

Secondo i dati comunicati dall'ufficio elettorale del Comune a Sassari alle 11 di oggi, 16 maggio, ha votato il 42,28 per cento degli aventi diritto. In cifre: 46.284 votanti su un totale 109.469 iscritti.

I capoluoghi e le curiosità.
Alle ore 11, i dati di afflusso alle urne nei capoluoghi di Provincia sono: Cagliari 57,36 per cento; Sassari 42,28 per cento; Nuoro 47,45 per cento; Oristano 49,09 per cento; Sanluri 45,32 per cento, Villacidro 67,43 per cento; Carbonia 59,79 per cento, Iglesias 64,53 per cento; Tortolì 40,89 per cento, Lanusei 49,10 per cento; Olbia 62,60 per cento, Tempio 33,45 per cento. I comuni che invece hanno registrato il maggiore e il minore afflusso alle urne, sempre alle ore 11, sono rispettivamente: per la Provincia di Cagliari, Barrali 81,79 per cento (dato regionale più alto) e Uta 35,54 per cento; per la Provincia di Nuoro, Ovodda 79,93 per cento e Sindia 27,16 per cento (dato regionale più basso); per la Provincia di Oristano, Villaurbana 80,01 per cento e Flussio 34,71 per cento; per la Provincia di Sassari, Ardara 78,00 per cento e Chiaramonti 31,52 per cento; per la Provincia Medio Campidano, Las Plassas 74,90 per cento e Villanovafranca 41,20 per cento; per la Provincia Carbonia-Iglesias, Musei 78,60 per cento e Carloforte 35,95 per cento; per la Provincia Ogliastra, Cardedu 74,95 per cento e Osini 28,27 per cento; infine, per la Provincia Olbia-Tempio, il comune dove si è registrata la maggiore affluenza alle urne è Alà dei Sardi con 80,81 per cento e il comune dove si è registrata la minore affluenza è La Maddalena con 31,87 per cento.

Il referendum regionale è di tipo consultivo, il quesito a cui gli aventi diritto sono chiamati a rispondere è questo:
"Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate e preesistenti?". Chi è contrario al nucleare nell'isola dovrà barrare "Sì", viceversa chi è favorevole alle centrali nucleari dovrà scegliere il "No". La scheda è di color verde, la scritta grande su tre righe.

Il quorum.
Fissato, secondo la legge regionale n. 20 del 1957, in almeno un terzo degli aventi diritto, ossia il 33 %, percentuale che in numeri significa 488.230 schede. In tutto sono chiamati al voto, secondo i dati regionali, 1.479.485 elettori.

I precedenti. I referendum in Sardegna non hanno mai avuto una forte popolarità. Nel 2008 il quesito sulla legge "salvacoste" voluta dall'allora presidente della Regiona Renato Soru è stato votato solo dal 20,4 per cento degli elettori. Niente quorum nell'isola anche per il referendum nazionale sulla procreazione assistita arrivato al 27 per cento. Stessa sorte è toccata alla consultazione per l'abrogazione delle nuove province nel 2003, in seguito molto contestate.

Il test nazionale.
La Sardegna finora è l'unica Regione che si esprime sul tema nucleare e potrebbe anche essere l'unica, considerando la moratoria del governo che mette in dubbio il referendum abrogativo fissato per il 12 e 13 giugno. Il risultato sardo potrebbe quindi assumere il valore di un test nazionale. Anche se la decisione ultima resta al governo.

I promotori. Il referendum sul nucleare è stato promosso, con la raccolta di 16 mila firme (ne bastavano 10mila) da un comitato Si.NoNucle, diero ci sono gli indipendentisti di Sardigna Natzione e alcune associazioni ambientaliste. Tutti i fronti politici, da destra a sinistra, si sono poi schierati per il "Sì", una bocciatura per il nucleare nell'isola, indicata da molti come luogo ideale per la costruzione di nuove centrali, perché a basso rischio sismico e scarsamente popolata. Tra i promotori della prima ora c'è Bastiano Cumpostu, leader di Sardigna Natzione, la proposta è stata fatta a febbraio, prima del terribile terremoto in Giappone che ha generato gli incidenti e le esplosioni nella centrale nucleare di Fukushima. Imponente la mobilitazione sui social network e su Facebook.



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Immagini articolo
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  • Schede elettorali (foto: Nuovosoldo.wordpress.com)
  • Un seggio a Sassari. N.B.: IMMAGINE GENERICA NON STRETTAMENTE COLLEGATA AL CONTENUTO DELL'ARTICOLO (foto: SassariNotizie.com)