Rapporto Eurispes, Paci "Per crescere la Sardegna deve puntare sulla propria identità"

La Sardegna non è un posto qualunque. Ha caratteristiche spiccate, identità fortemente riconoscibile, prodotti tipici esclusivi. E dunque, nell’era della globalizzazione, la Sardegna deve puntare sulla propria identità per farne sempre più il suo punto di forza. “Dal rapporto Eurispes presentato oggi emerge chiaramente che gli italiani sanno molto bene cosa è la Sardegna per alcuni aspetti specifici, prima di tutto il mare e l’ambiente. Emerge anche che la nostra isola, rispetto a quello che offre, genera predisposizione positiva nei potenziali turisti, che non sono mai in atteggiamento di difesa ma anzi di forte accoglimento. Su questi due elementi importanti e non affatto scontati bisogna lavorare, continuando a valorizzare la nostra identità e renderla sempre più riconoscibile attraverso l’ambiente, i prodotti, la cultura, la storia e le tradizioni. Il turista oggi cerca esclusività e tipicità, elementi che la Sardegna può garantire ai massimi livelli”. L’ha detto l’assessore della Programmazione Raffaele Paci chiudendo i lavori del convegno Eurispes organizzato a Cagliari per presentare “A Kentannos”, indagine sull’immagine percepita della Sardegna.  

“La Sardegna è una regione molto conosciuta, con un’identità strutturata e robusta, con potenzialità enormi sulle quali però bisogna ancora lavorare valorizzando fortemente la nostra identità. È quello che stiamo facendo con la nostra programmazione territoriale, per esempio”, ha sottolineato Paci. “Ai territori abbiamo detto: costruite i progetti puntando sui vostri punti di forza, sulle caratteristiche esclusive che potete offrire, sulla vostra identità, e fatelo diventare il volano per lo sviluppo e l’occupazione. Esclusività, questo è il vero punto di forza in un mondo fortemente globalizzato. Ambiente, identità e storia, capitale umano e innovazione tecnologica: su questi tre elementi va costruito un futuro solido per la Sardegna”.

“Globalizzazione e identità sono due fenomeni che procedono contemporaneamente, frutto di una domanda fortemente differenziata, fra chi cerca l’omologazione e chi la specificità”, ha sottolineato il vicepresidente della Regione. “È chiaro che la Sardegna ha sviluppato la sua offerta sull’identità e sul suo patrimonio materiale (siti archeologici, ambiente, enogastronomia) e immateriale (canti a tenores, fuochi di Sant’Antonio, riti della settimana santa, pastoralismo), dunque è questo segmento che bisogna rafforzare. Chi viene in Sardegna cerca emozioni, esperienze, esclusività e noi dobbiamo essere capaci di offrirle, riuscendo a far capire che qui non c’è solo il mare ma tutto quello che serve per garantire un turismo esperienziale unico al mondo”.

“L’Assessorato del Turismo sta lavorando alla istituzione del Dmo, previsto dalla legge di riforma con un ruolo ben preciso: promuovere la destinazione Sardegna, riuscendo a valorizzare tutti gli elementi emersi dalla ricerca”, ha spiegato Paci. “Abbiamo visto che la nostra isola è molto conosciuta ma lo è soprattutto per il mare. Allora il compito del Dmo è quello di lavorare per rendere consapevoli i potenziali turisti che la Sardegna non è solo mare ma offre molto altro. Allora bisogna potenziare i trasporti, tema fondamentale che solo l’Europa può risolvere, riconoscendo finalmente che siamo un’isola, periferica, e che non ci sono alternative all’aereo per gli spostamenti e che dunque una vera continuità territoriale è assolutamente necessaria”.

Ma la Sardegna non è solo tradizione. L’innovazione tecnologica è anzi uno dei suoi punti di forza, è ciò che partendo da quella tradizione garantisce la modernità, necessaria per competere e conquistare sui mercati internazionali. “Abbiamo una forte propensione all’innovazione tecnologica, che garantisce quelle connessioni che geograficamente ci mancano. Qui ci sono le due Università che stanno raggiungendo risultati importanti, notevoli investimenti infrastrutturali e tecnologici, progetti all’avanguardia per esempio Aria nelle miniere di Seruci, il SarGrav a Lula e il Radiotelescopio di San Basilio. Quindi il passato, il silenzio, l’ambiente che rivivono grazie a processi di innovazione. Una destinazione ha bisogno di anni di tempo prima di emergere pienamente, ma sono convinto che la Sardegna sia già a un ottimo punto del percorso e che abbia tutte le potenzialità per una svolta definitiva”, conclude Paci.




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