Mater Olbia. Sino ad un milione e mezzo dalla Regione, ma la struttura non è ancora accreditata

La Regione Sardegna ha comunicato che la Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha approvato la delibera che permette l’avvio delle attività del Mater Olbia, assicurando il tetto di spesa per prestazioni di alta specializzazione. L’Azienda per la Tutela della Salute avrà ora il compito di definire il contratto con la struttura e potrà acquistare prestazioni dall’ospedale gallurese con un tetto massimo di 1 milione e mezzo per il 2018, inizialmente per le attività ambulatoriali e specialistiche.

La delibera è la n.24/26 del 14 maggio e ha come oggetto "Legge regionale 28 luglio 2006, n. 10, art. 8. Assistenza ospedaliera. Determinazione del tetto di spesa per l'acquisto da parte dell'Azienda per la Tutela della Salute delle prestazioni sanitarie dalle strutture private accreditate per l'anno 2018. Approvazione dello schema tipo di contratto".
La pedante trascrizione è per evidenziare che la delibera si riferisce alle strutture accreditate: ma risulta che il Mater Olbia non sia accreditato.
Nell'incontro tenutosi a Cagliari lo scorso 6 maggio in Commissione Sanità, presenti i vertici dell'iniziativa, è stata fissata la road map per l'apertura dell'ospedale privato, prevista per la fine del 2018 o primi mesi del 2019, ed in quella sede è stato detto che occorreranno tre mesi per l'accreditamento della struttura. Quindi al 6 maggio manca tale riconoscimento.
Il problema è che l'ATS ha tre mesi dall'approvazione della delibera n.24/26 per sottoscrivere i contratti con le strutture accreditate, come da deliberato: dopodichè evidentemente non dovrebbe essere più possibile.
Vero è che il contratto prevede la possibilità di stipulare anche con soggetti in via di accreditamento, ma è altrettanto vero che per aversi l'accreditamento occorre che la struttura debba dimostrare di avere personale e apparecchiature; in altri termini che sia attiva e perfettamente operativa per l'esercizio sanitario.
Inoltre, e in ogni caso, la struttura per poter avviare la procedura di accreditamento deve avere l'autorizzazione regionale all'esercizio dell'attività sanitaria e ciò avviene al termine di una complessa procedura amministrativa. Immaginiamo che tale procedura sia stata attivata, anche se non se ne ha notizia.
La Regione dice di aver fatto quello che doveva, certo è che la strada verso l'apertura appare ancora lunga.


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