Olbia. Due razze enormi intrappolate nelle reti da pesca abusive in area protetta

Intensa attività per gli uomini della Capitaneria di Porto di Olbia, che coordinati dal Direttore Marittimo, Capitano di Vascello Maurizio TROGU, hanno messo in atto un’operazione di polizia e vigilanza nelle Aree Marine Protette del Nord Sardegna, scongiurando un gravissimo danno in campo ambientale a protezione degli stock ittici.
Infatti, la dipendente Motovedetta CP 894 ha posto sotto sequestro una rete da pesca lunga 1500 metri posizionata nelle acque antistanti l’Isola di Mortorio in zona MA di riserva integrale del Parco dell’arcipelago de La Maddalena dove è assolutamente vietata la navigazione e qualsiasi attività di pesca.
Il personale imbarcato ha impiegato circa 4 ore per issare la lunghissima rete con relativi galleggianti e piombi che, peraltro, risultava priva di segnalamenti e quindi pericolosa per la sicurezza della navigazione, ma soprattutto al fine di tutelare le risorse ittiche.
Intrappolate nella rete, appunto, hanno rinvenuto alcune specie marine pregiate tra cui due grandi razze (raja asterias) che sono state prontamente liberate dal personale imbarcato, permettendo loro di tornare al loro habitat naturale.
“L’attività di indagine continuerà nei prossimi giorni ed i controlli saranno ulteriormente intensificati e mirati alla salvaguardia della sicurezza della navigazione, al corretto utilizzo e segnalamento degli attrezzi da pesca nelle acque della Direzione Marittima di Olbia”, ha affermato il Comandante, “nonché al controllo serrato delle aree di riserva integrale del Parco e dell’Area Marina Protetta di Tavolara – Capo Coda Cavallo, al fine di salvaguardare l’ambiente marino per far coesistere armonicamente uomo e natura anche in considerazione dell’avvio imminente della stagione balneare”.

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