Cliniche Sassari, pediatria. La lettera di una neo mamma al direttore: "Reparto da terzo mondo"

 (foto: SassariNotizie.com)
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La redazione di Sassarinotizie vuole pubblicare la lettera di una mamma, scritta dal reparto di pediatria delle cliniche universitarie, inviata al direttore del reparto e resa nota alla nostra redazione. La signora è una neo mamma di un piccolo paziente di appena 18 giorni, curato amorevolmente dai sanitari e dagli infermieri, che affronta tutte le carenze di un reparto inadeguato che lei stessa definisce "da terzo mondo":

Egregio Direttore, scrivo dal reparto di pediatria delle cliniche universitarie di Sassari. Sono un avvocato, ma in questo caso scrivo principalmente in qualità di mamma ricoverata con suo figlio di appena 18 giorni.
La condizione di questo reparto è degna del terzo mondo: VERGOGNOSA.
I letti sono residuati bellici: in ferro arrugginito (e questo è il minimo), con reti completamente sfondate e materassi di gommapiuma! Si, ha capito bene, di Gommapiuma!! Parliamo poi delle culle. Non ce n’è una adatta per mio figlio. Quelle a disposizione sono in ferro, con sbarre talmente distanti l’una dall’altra che mio figlio rischierebbe di incastrarsi tra le stesse o, comunque, di scivolare fuori dalla culla. Non esistono paracolpi perché la clinica non li ha a disposizione. Quindi? Dove deve stare mio figlio? Nel letto con me...col rischio che cada da un momento all’altro, considerato che sopra quel letto basta fare il minimo movimento per sembrare nel pieno di una tempesta in alto mare. Basta solo sedersi sopra per vedere le estremità del materasso che si impennano di 25 cm. E mi creda, non dipende dal mio peso del tutto nella norma.
Parliamo poi del campanello per le emergenze. Si trova all’ingresso della stanza, ben distante dal letto dove sono costretta a stare con mio figlio. Pertanto, se devo utilizzarlo devo lasciare mio figlio incustodito sopra il famoso letto e avvicinarmi alla porta per suonare, sperando che nel frattempo il bambino rimanga fermo. E non pensi che possa portare mio figlio in braccio con me, perché è attaccato a diversi macchinari e non può essere spostato.
Non so se per lei queste notizie siano nuove, ma non credo visto che dalle informazioni apprese anche per il tramite del personale medico e paramedico al quale ho rivolto le mie lamentele, questa è la vergognosa condizione delle cliniche da ormai decenni. E allora mi domando: cosa aspetta ad adottare dei seri provvedimenti? Si tratta di garantire la salute e la sicurezza di tutti i malati. O forse i neonati e le loro mamme sono pazienti di serie B?
La informo anche che il famoso letto di cui le ho riferito mi ha provocato un bel mal di schiena che mi crea grosse difficoltà di movimento...e con un neonato di 18 giorni il mal di schiena dovremmo evitarlo così da riuscire ad accudirlo nel migliore dei modi. Ho chiesto ieri di poter avere un altro letto ed una culla adeguata alle nostre esigenze. Le risposte degli operatori del reparto sono state tutte univoche: non ne abbiamo! Io non so quanto tempo ancora dovrò permanere in questo reparto. Chiedo a Lei di adoperarsi immediatamente per risolvere questa situazione vergognosa ed indecente. Sento doveroso, inoltre, informare la stampa di quanto più sopra riportato. La saluto cordialmente e rimango in attesa di un suo sollecito riscontro."

Lettera firmata



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