Una legge per contrastare il bullismo e il cyberbullismo in Sardegna

di SSN
Una legge per contrastare il bullismo e il cyberbullismo in Sardegna, con un piano regionale che preveda il coinvolgimento delle scuole e delle forze dell’ordine. E con un obiettivo chiaro: prevenire più che punire, aiutando sia le giovani vittime che gli autori, e insegnando a tutti l’uso corretto dei social network.

E’ il senso della proposta di legge 496 presentata oggi in Consiglio regionale dal Partito democratico (primo firmatario Comandini) ma estesa a tutti i partiti presenti in Aula. “Auspichiamo un voto corale di unanimità per un provvedimento che si è reso assolutamente necessario, anche dopo i fatti gravissimi della ragazzina di Muravera, avvenuti un anno fa”, ha detto l’esponente dem. Che ha proseguito: “Il senso di questa proposta è attivare una prevenzione profonda nella società sarda, per arginare questo fenomeno. Per questo chiederemo che la proposta arrivi in Aula con la procedura d’urgenza”.

Comandini ha ricordato l'incidenza del bullismo in Sardegna, citando dati Istat del 2014: "Si registra che tra i ragazzi e gli adolescenti 11-17enni, il 12,4 per cento hanno subito comportamenti offensivi una o più volte al mese; il 36,8% qualche volta all'anno e il 50,8 mai". L’on. Daniela Forma e il presidente della commissione Sanità, Raimondo Perra, hanno sottolineato l'importanza di "fare rete tra le istituzioni per combattere il fenomeno". Per Maria Grazia De Matteis, Garante per l'infanzia e l'adolescenza, "questa è una proposta di legge che aiuta la vittima e nello stesso tempo il bullo, e che punta a insegnare un approccio corretto allo strumento informatico". Il presidente del Corecom, Mario Cabasino, ha parlato della "disponibilità dell'ente a cofinanziare gli interventi previsti dal ddl". Misure che la legge finanzierà con 250mila euro l’anno per il triennio 2018 - 2020.


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