Imprese che chiudono, siamo la patria del lavoro in nero

Nell’isola 4.261 aziende: il 70,2%sono artigiane che danno lavoro a 5.381 persone. I sardi hanno detratto 15 milioni di euro per l’efficientamento energetico. Elettricisti, idraulici, domotici, termoidraulici, manutentori di
ascensori, scale mobili e impianti a gas ma anche installatori di circuiti d’allarme e videosorveglianza.Un settore, quello dell’impiantistica, anche in Sardegna profondamente legato al “Sistema casa”, influenzato dall’andamento del mercato degli immobili e incentivato dai “bonus”.

Soprattutto negli ultimi anni, la crisi ha costretto, da una parte,
tante imprese a chiudere definitivamente i battenti mentre,
dall’altra, ha spinto sempre più abusivi a “inventarsi” impiantisti e
installatori e a eseguire lavori nelle abitazioni senza rispettare i
requisiti di sicurezza complice, in molti casi, anche la vendita al
pubblico, nei centri commerciali o nella grande distribuzione, di
generatori di calore e di componentistica per gli impianti elettrici,
con tanto di pubblicità che invita al fai da te.

“Non è più accettabile che personaggi improvvisati o con poche ore di
corso in negozio o, addirittura, seguendo dei video tutorial sui
canali web – denuncia Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna - abbiano la presunzione di aver acquisito la
competenza impiantistica e la cultura della sicurezza delle aziende
che, negli anni, si sono formate, certificate, aggiornate. Abbiamo il
dovere di sensibilizzare i clienti anche sui rischi per la sicurezza
da parte del committente. Questo è un nostro impegno quotidiano”.

Confartigianato Sardegna ricorda che la realizzazione di impianti e la
loro manutenzione, o l’installazione di qualsiasi altro sistema deve
essere eseguito da imprese registrate alla Camera di Commercio e
abilitate alla professione. Infatti, se il lavoro non è realizzato a
regola d’arte e certificato, oltre a non rispettare la Legge, in caso
di incidenti, il proprietario ne risponde penalmente e non potrà
beneficiare del risarcimento previsto dalla stipula di eventuali
assicurazioni sulla casa.

Nell’isola, al I trimestre di quest’anno, le imprese del comparto
Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di
costruzione e installazione sono state 4.261, di cui il 70,2%, pari a
2.993 unità sono artigiane.

Sono questi i dati dell’analisi dell’Osservatorio per le PMI di
Confartigianato Imprese Sardegna, che ha esaminato i numeri del
settore delle “Imprese di installazione” su fonte
Unioncamere-Infocamere 2017-2018.

“Dobbiamo sempre ricordare che se l’impiantistica non è totalmente
collassata – afferma Stefano Mameli, Segretario di Confartigianato
Imprese Sardegna - ancora una volta dobbiamo dire grazie agli sgravi
fiscali sulle ristrutturazioni e sulla riqualificazione energetica,
due fondamentali e insostituibili sostegni alle famiglie e alle
imprese, perché hanno consentito di aiutare chi ha fatto gli
investimenti e chi ha eseguito i lavori. Speriamo che anche il nuovo
Governo mantenga i benefici fiscali per le ristrutturazioni”.

In Sardegna nel 2016, secondo di dati forniti dal MEF e tratti dalle
dichiarazioni dei redditi 2017 dei 31.456 contribuenti interessati, le
detrazioni connesse agli interventi per l’efficientamento energetico
hanno ammontato a 15 milioni di euro, pari al 16,5% delle detrazioni
che interessano la filiera della casa e allo 0,9% dell’ammontare del
totale delle detrazioni.

“C’è bisogno, tuttavia, di interventi a livello regionale finalizzati
a rilanciare il settore artigiano, da troppo tempo dimenticato dalla
politica – sottolinea Mameli - confidiamo molto nei provvedimenti
della Commissione speciale che il Consiglio Regionale ha appena
costituito proprio sull’Artigianato, sperando che finalmente si
destinino risorse ad hoc per gli artigiani”.

L’analisi dimostra come, rispetto allo stesso periodo del 2017, si
contino 24 imprese artigiane in meno, pari ad un calo dello 0,8%.

A livello provinciale le imprese artigiane del settore si concentrano
principalmente a Cagliari (38,5%) e a Sassari (36,9%). L’incidenza
maggiore delle imprese artigiane sul totale nelle Installazioni di
impianti la rileviamo a Nuoro (80,9%) e a Sassari (73,7%). Rispetto
allo stesso periodo del 2017 si osserva una dinamica delle imprese
artigiane del settore positiva per Sassari (+0,5%) e Nuoro (+0,4%) e
negativa per Cagliari (-1,8%) e Oristano (-4,5%).

In particolare, nella regione, al I trimestre 2018 le imprese
artigiane del comparto Installazione di impianti elettrici sono 1.692,
il 66,9% delle 2.530 imprese totali del settore e rispetto al I
trimestre 2017 registrano una flessione del1’1,3%; le imprese del
comparto Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di
condizionamento dell'aria sono 1.141, il 78,3% delle 1.457 imprese
totali del settore e rispetto al I trimestre 2017 registrano una
tenuta con una variazione tendenziale prossima allo zero (-0,3%); e le
imprese del comparto Altri lavori di costruzione e installazione sono
155, il 59,6% del numero totale di imprese del settore e rispetto al I
trimestre 2017 registrano un incremento dell’1,3%.

Addetti. Gli addetti nel settore delle installazioni in Sardegna sono
5.381, di cui 2.424, il 45,1% del totale, sono lavoratori dipendenti e
2.956, il 54,1% del totale, sono indipendenti. Rapportando gli addetti
al numero di imprese delle Costruzioni si osserva che la dimensione
media delle imprese del comparto presenti sull'Isola è di 2,2 addetti
per impresa.
“Sono previste pesanti sanzioni a carico di chi affida i lavori e a
carico di chi esegue senza essere in possesso di questi titoli –
riprende Matzutzi - anche la manutenzione degli impianti è
importante”.

Il Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna ricorda come anche
“l’installazione “'fai da te” sia vietata dal decreto 37 del 2008 e
prima ancora dalla legge 46 del 1990. Anche il settore della
climatizzazione, dove la casistica delle aziende non certificate è
ancora più dilagante, è regolamentato dal Dpr 43 del 2012 che prevede
l’obbligatorietà di affidare i lavori di installazione anche degli
split domestici ad aziende che abbiano in organico personale in
possesso di una certificazione e che abbiano ottenuto la
certificazione aziendale”. Per questo la formazione e la
professionalità, sono stati due punti fermi della categoria negli
ultimi anni: “L’impegno delle imprese nei percorsi formativi,
necessari ad acquisire le necessarie certificazioni – rimarca il
Presidente - è stato impegnativo e gravoso economicamente, soprattutto
quando i corsi si sono svolti nella Penisola, condizione che ha
condizionato la crescita a molte realtà”.

“Una regolare manutenzione di caldaie, stufe, caminetti e canne
fumarie, oltre al controllo del salvavita e dell’impianto elettrico –
continua – contribuisce a tutelare la nostra salute, la sicurezza e il
miglioramento dell'efficienza degli stessi. Un sistema non a norma,
non adeguato tecnologicamente e non rispettoso dei canoni
dell’efficientamento energetico, infatti, mette in pericolo tutti non
solo chi lo ha nella propria abitazione”. “Soprattutto nel settore
degli impianti termici – sottolinea Matzutzi - esistono dei
provvedimenti normativi che consentono la creazione di figure di
accertatori da parte dei comuni o altro Ente di area vasta, preposti a
verificare il rispetto degli obblighi sugli impianti regolamentati
negli edifici. Sarebbe importante se tale figura, come accade in molte
altre regioni, questa attività, che serve a migliorare la sicurezza e
indirettamente regola il mercato, venisse normata e creata anche in
Sardegna”.
“Affidarsi alle aziende specializzate, in regola, e iscritte in Camera
di Commercio che pagano Inps, Inail, Iva – conclude il Presidente -
significa lottare davvero contro il lavoro nero e il fai da te”.


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