Sassari. "Il volto oscuro" di Predda Niedda nelle rivelazioni di Desirè Manca"

“Predda Niedda, degrado totale nel silenzio dell’Amministrazione comunale”. La pianificazione della zona industriale di Sassari, dal 1971, è stata affidata ad un Consorzio denominato “Zir” e partecipato da Comune di Sassari, Provincia di Sassari e Camera di Commercio. “Era nata come agglomerato industriale nonostante fosse costituita da attività commerciali e artigianali, la Regione Sardegna nel 2008 ha deciso di liquidare il consorzio mentre il Comune di Sassari attende da anni di prenderne possesso: nel mezzo il nulla, il totale abbandono”.

Desirè Manca, portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle, traccia un excursus che dalla nascita al presente descrive l’escalation verso il basso di Predda Niedda, area industriale sassarese di circa 400 ettari che fra l’altro ospita sul suo territorio alcune delle aree archeologiche più interessanti e vicine al centro cittadino come i nuraghi di Giagamanna e Li Luzzani, l’acquedotto romano che approvvigionava Turris Libissonis e la piccola chiesa di Sant’Anna. Eppure oggi “sembra di visitare il peggior quartiere di una città sottosviluppata”.

Tanti i problemi, evidenti e irrisolti: “Strade dissestaste, marciapiedi non percorribili, erba alta che ricopre addirittura gli stessi marciapiedi rendendo impossibile anche una semplice camminata a piedi, trasformandola in una vera odissea per i disabili - dice Desirè Manca -. La viabilità è governata senza nessuna regola e criterio, c’è una totale mancanza di segnaletica verticale e orizzontale, il manto stradale è completamente dissestato e le strade sono disseminate di cartelli e recinzioni per evidenziare e delimitare buchi. E ancora, da oltre tre anni, frane in mezzo alla carreggiata e discariche a cielo aperto con presenza di materiale a volte nocivo. Questo è stato segnalato tantissime volte, ma non ci sono risposte”.

"Assenza di risposte e di attenzione anche da parte del Comune, incapace di farsi sentire in Regione da una Giunta dello stesso colore e pretendere, giustamente e legittimamente, la soluzione dei problemi di Predda Niedda con conseguente restituzione di una parte della dignità alla città di Sassari. Intanto il sindaco rimane inerme e assiste in silenzio allo sfascio totale di una parte della sua città. Di una Sassari che anno dopo anno cade a pezzi senza che nessuno, sopratutto i suoi primi cittadini, sia mai stato capaci o abbia avuto la forza e la volontà di agire e di reagire”.

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